Chiosa per i dormienti

 

Abbiamo deciso di pubblicare volentieri la lettera di Luca Tempesta, che ha avuto la fortuna di assistere a qualcosa del dibattito dello scorso 15 novembre, organizzato dall'Associazione Bianchi Bandinelli.

La redazione di questo sito aveva ritenuto importante segnalare quell'incontro, nella convinzione che potesse fornire un contributo al dibattito che si sta svolgendo sul futuro accademico di una disciplina che, apparentemente, risulta di grande interesse per un pubblico ben più vasto di quello degli specialisti, tanto da suscitare una forte attrazione non solo in appassionati di tutte le età, ma soprattutto in quegli utenti potenziali delle università, che sono gli studenti degli ultimi anni dei corsi superiori.

Purtroppo quell'incontro si è ridotto a un dibattito tra pochi fortunati, per l'inopinata scelta di una sala del tutto inadeguata ad accogliere il pubblico vasto, appunto, degli interessati. Così tutto si è ridotto a un confronto ristretto a centoventi persone, con gli implacabili uscieri del Senato pronti a intervenire quali buttafuori da discoteca nei confronti di qualsiasi centoventunesimo malcapitato avesse tentato di entrare.

Non potendo far nessuna osservazione sui contenuti dell'incontro, a cui ovviamente non ho potuto partecipare, ma di cui dà un lucido resoconto Luca Tempesta, devo solo chiedermi se la giornata sia andata male per l'imprevidenza degli organizzatori o per l'innata automortificazione degli storici dell'arte, dubbiosi sulle loro capacità di suscitare attenzione in folle più numerose di 120 persone.

Mi sembra però che le difficoltà organizzative dimostrino come l'interesse intorno a questo tema sia ampio. E ciò avviene anche perché i giovani laureati o gli studenti di corsi in modo vario connessi a questa disciplina sono molti, troppo spesso illusi dalle loro passioni, o ingannati dalla propaganda che le università svolgono per accaparrarsi utenti/clienti; una propaganda condotta solitamente tacendo le difficoltà legate alla ricerca di un lavoro che, ancora oggi, molti devono inventare giorno per giorno.

Leandro Ventura
(Roma, 24 novembre 2004)