In risposta a una recensione non gradita

Leggendo alcuni mesi fa l’invettiva mossami contro da tal “Leandro Ventura” sul vostro sito, che ha la pretesa di fare una lettura critica della mia “Guida Artistica” sul Polittico di Cima da Conegliano di Miglionico, mi chiedevo, pur accettando biasimevoli giudizi da qualunque pulpito giungessero, cosa muove sovente alla mistificazione della realtà dei fatti. Se il Ventura sapesse com’è difficile far emergere un capolavoro esiliato in un piccolo paese della Lucania, Miglionico appunto “…un centro ancor oggi difficile da raggiungere nell’aspro paesaggio dei monti della Basilicata…” com’egli stesso lo descrive, capirebbe che una “Guida Artistica” di poche pagine e di immediata consultazione soprattutto illustrativa, non può avere la pretesa di sviscerare l’argomento in maniera esaustiva sia nei problemi di carattere iconografico, sia per ciò che concerne l’indagine riguardante la sede originaria dell’opera. Per le ricostruzioni biografiche dell’artista si rimanda necessariamente all’ampia mole di testi monografici e del periodo nel quale operò il pittore e per ciò che concerne la bibliografia che a giudizio dello (S)Ventura si arresta a vent’anni fa, deve considerare il sedicente critico che almeno i miei testi non sono un calderone o un ammasso di citazioni e che sanno anche mantenersi umilmente lontani da certa critica e certa stampa che può essere tranquillamente trascurata…..auguro con tutta franchezza al Ventura, con quel severo giudizio che uso poco in verità e che destino ai saccenti dell’ultimora, di rivolgere la sua irragionevole e deplorevole critica verso altri testi ed altri autori e di indirizzarla soprattutto verso altri lidi zeppi di capolavori sopravvalutati e fin troppo pubblicizzati, invece di scrivere invettive pregiudizievoli verso opere d’arte gelosamente custodite nelle inconsiderate terre di Lucania.

Gabriele Scarcia
(Miglionico, 25 gennaio 2004)