A Mantova. Mantegna e il calcio

 

Carissimi,
questo è l'anno delle celebrazioni per il quarto centenario della morte di Andrea Mantegna e tutti voi, cari colleghi storici dell'arte, crederete che i mantovani si stiano fervidamente preparando per la grande mostra a palazzo Te del prossimo settembre. Ma cosa accade? Osservate la foto che ho scattato: indovinate sullo sfondo uno dei due pilastri monumentali che introducono al magnifico palazzo Te. E cosa si vede in primo piano? Un cartello ben attacato al piantone del semaforo che parla da sé. Credo che non siano necessari altri commenti.

Capite dunque quali siano i motori che muovono la bella e borghese Mantova: il cibo, il sesso e il calcio.

Per il primo vi basti pensare che mercoledì scorso (26 aprile - n.d.r.) l'ispettore finlandese dell'UNESCO, arrivato nella città virgiliana per valutare la candidatura di Mantova e delle terre dei Gonzaga come proposta italiana del 2007, ha freddato l'eloquentissima guida, nonché presidente di una prestigiosa associazione culturale mantovana, sottolinendo l'eccessiva presenza di caffé, ristoranti e pizzerie nella città. Ma sapete che questa è una terra ricca di tradizione culinaria, carattere poco recepibile da parte di uno scandinavo...

Per il sesso basta il detto "vizi privati e pubbliche virtù" e che se provate a scrivere in un file word le due parole "piazza Sordello", il correttore restituisce subito "piazza bordello".

Per il calcio è eloquente l'immagine allegata.

Un saluto

Giovanni Sartori