Riceviamo da Vittorio Emiliani e volentieri pubblichiamo questo comunicato giunto in redazione

 

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Portare fino in fondo l’indagine su Monticchiello
Piani paesistici veri per la Toscana e per tutte altre regioni

 

Il convegno Monticchiello, Italia: il paesaggio italiano di sabato 28 ottobre scorso si è concluso nei fatti con una richiesta unanime: la Regione Toscana rediga, al più presto stavolta, il suo Piano paesistico in modo dettagliato, approfondito e impegnativo, secondo quanto prescrive il Codice dei Beni culturali e del paesaggio. Per questo l’intervista del ministro Francesco Rutelli sui problemi del suo Ministero trova concordi FAI, WWF, Legambiente, Comitato per la Bellezza, Ass. Bianchi Bandinelli, associazioni promotrici del convegno di Monticchiello, nel sottolineare la indispensabilità e l’urgenza dell’adozione del Piano paesistico regionale: per la Toscana – che il ministro considera, in tal senso, un laboratorio – e per tutte le regioni italiane.

Le Associazioni chiedono che ministro e Ministero vigilino affinché non abbia a ripetersi l’esperienza successiva alla legge Galasso del 1985 allorché numerose Regioni non rispettarono i tempi dettati dalla legge medesima e, di fatto, non vollero redigere né tantomeno approvare i piani previsti. Occorre però rammentare che fino al 1° maggio 2008, termine ultimativo per l’adeguamento della pianificazione paesaggistica regionale alle disposizioni del Codice quanto a contenuti, efficacie, ambito di riferimento, le Soprintendenze possono ancora “annullare” (per motivi non soltanto di legittimità, ma anche di merito) le autorizzazioni paesaggistiche già rilasciate sia dalle Regioni, che dai sub-delegati Comuni.

Il Codice dei Beni culturali ammetterà infatti la sub-delega ai Comuni soltanto quando i Piani paesaggistici regionali saranno stati formati d’intesa con il Ministero per i Beni e le attività culturali e con il Ministero per la Tutela dell’ambiente e del territorio, e gli strumenti urbanistici comunali saranno stati adeguati a tali piani paesaggistici.

Giusto perciò il rilievo dell’on. Rutelli sulla necessità di una stretta cooperazione fra Regioni e Soprintendenze affinché si evitino preventivamente altri scempi ad un paesaggio e a centri storici purtroppo sempre più feriti dalla febbre edilizia in corso. Ma, ai sensi del Codice dei Beni Culturali, resta a tutt’oggi intatta la competenza sia del Ministero per i Beni e le attività culturali che della Regione di ordinare la sospensione di qualsiasi lavoro iniziato su qualsiasi immobile, anche non previamente “vincolato”, che sia “capace di recare pregiudizio al paesaggio”. 

Su quanto è ancora in costruzione, a Monticchiello, in numerose altre località della Toscana e nel resto d’Italia deve quindi rimanere ben fermo l’impegno ad una penetrante valutazione della congruità degli edifici, non solo ai permessi a costruire, ma comunque ai valori paesaggistici da salvaguardare e quindi all’assunzione di provvedimenti conseguenti.

Al ministro Rutelli e al Ministero chiediamo inoltre di vigilare seriamente sulla costituzione entro il 31 dicembre prossimo delle commissioni sovracomunali o di ambito provinciale previste dal Codice Urbani-Buttiglione (a tutt’oggi non avvenuta), nonché di esercitare con forza gli altri poteri che il Codice dei Beni culturali e del paesaggio attribuisce al Ministero prima, durante e dopo la formazione dei Piani paesaggistici regionali.

FAI, Giulia Maria Mozzoni Crespi
WWF, Fulco Pratesi
Legambiente, Roberto Della Seta
Comitato per la Bellezza, Vittorio Emiliani
Ass. R.Bianchi Bandinelli, Marisa Dalai Emiliani
Il coordinatore del convegno di Monticchiello, Alberto Asor Rosa

Roma, 3 novembre 2006