| Francesca Rossi, Mill'altre maraviglie ristrette in angustissimo spacio. Un repertorio dell'arte fiamminga e olandese a Verona tra Cinque e Seicento Venezia, Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti, 2001 ("Memorie. Classe di Scienze morali, Lettere ed Arti", XCVIII), pp. VIII+272, 76 ill. b/n e colore, £ 60.000 ( 30,98) |
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Il libro di Francesca Rossi si propone come un primo sondaggio della realtà veronese riguardo al collezionismo di opere nordiche. La città è ormai ben nota come uno dei centri collezionistici più attivi nell'Italia tra XVI e XVII secolo, grazie alla presenza di una ricca e intraprendente aristocrazia ben attenta ai fatti culturali più aggiornati. In particolar modo finora si è approfondito il rapporto dei collezionisti veronesi con l'arte antica, ed è mancato un approfondito spoglio delle notizie relative al gusto per le opere fiamminghe e olandesi.
L'interesse per la pittura nordica è invece straordinariamente attestato dalle fonti ed è giustificato dal ruolo giocato dalla città, quale punto obbligato di passaggio dei viaggiatori e dei mercanti provenienti da oltralpe e diretti nei centri della pianura Padana e veneta, fino in laguna. Inoltre la presenza stabile di mercanti nordici e i contatti intrattenuti con le Fiandre dai nobili veronesi, sia per ragioni commerciali che culturali, hanno ulteriormente contribuito a definire i singolari caratteri dell'interesse dei collezionisti cittadini per le opere fiamminghe, un interesse che, peraltro, è testimoniato anche in molte altre realtà italiane.
Francesca Rossi rende con buona ampiezza di informazioni la complessità di questi rapporti di Verona con il nord, attraverso l'esame delle presenze in città di artisti, mercanti, imprenditori, uomini di cultura. Il volume si arricchisce di una analisi (che forse potrebbe essere ulteriormente estesa) dell'influenza della pittura fiamminga sugli artisti locali, come Gianfrancesco Caroto, Domenico e Felice Brusasorci, o ancora Battista del Moro. Il testo si conclude con il vero e proprio repertorio delle opere presenti nelle collezioni veronesi, realizzato attraverso lo spoglio mirato degli inventari delle raccolte cittadine e delle fonti tra la fine del XVI e l'inizio del XVIII secolo.
Indice del volume
Parte Prima
Capitolo I, Fiamminghi a Verona, non solo artisti
Capitolo II, Gli artisti
Parte seconda
Capitolo I, Sulla fortuna dell'arte fiamminga e olandese a Verona
Capitolo II, Repertorio dell'arte fiamminga e olandese nele collezioni veronesei
del Cinque e Seicento. Inventari e fonti
La collezione di Mario Bevilacqua (1593, 1595)
La collezione di Federico Morando (1608)
La collezione di Agostino e Gian Giacomo Giusti (1620)
La collezione di Giovan Pietro Curtoni (1662)
La collezione di Giacomo, Cristoforo e Francesco Muselli (1662)
La collezione di Lodovico Moscardo (1672)
La collezione di Stefano Trentossi (1673)
La collezione di Luigi Canossa (1687)
La collezione di Angelo Barbieri (1695)
La collezione di Francesco Bonduri (1715)
Le collezioni descritte da Bartolomeo Dal Pozzo (1718)
Baladori (Baladoro)
Bevilacqua
Francesco Bonduri
Canossa
Bartolomeo Dal Pozzo
Benedetto Fattori
Gherardini
Ercole Giusti
Gomberto GIusti
Lodovico e Francesco Moscardo
Antonio Odoli
Sagramoso
Pio Turco
Ottavio Zucco
Indice delle opere per soggetto
Indice delle opere per artista
Indice dei nomi e delle opere
Bibliografia