Guido Rebecchini,
Private Collectors in Mantua, 1500-1630,
Roma, Edizioni di storia e letteratura ("Sussidi eruditi", 56), 2002, pp. 496, 43 ill. b/n, € 60,50.

 

La ricerca di Guido Rebecchini che ha visto ora la luce è frutto di alcuni anni di lavoro svolto prevalentemente sui documenti conservati presso l'Archivio di Stato di Mantova. Le ricerche sul collezionismo mantovano, che in questi ultimi anni hanno subito un'accelerazione legata all'organizzazione della mostra dedicata alla collezione dei Gonzaga, mancavano di un'analisi del collezionismo privato. In una città in cui la corte ha svolto un ruolo determinante e predominante quale modello delle pratiche e dei gusti legati alla committenza e al collezionismo, la presenza dei privati, quali committenti e collezionisti, è stata normalmente trascurata dagli studi ed è stata relegata a sporadiche e casuali apparizioni solo per alcune emergenze particolarmente visibili e significative. Il libro di Rebecchini ha quindi il merito di colmare questa lacuna, fornendo un'ampia selezione di case studies e di documenti, soprattutto inventari post-mortem e corrispondenza. Nel suo lavoro di ricerca, Rebecchini ha esaminato più di cento inventari , utilizzandone circa la metà in questo libro.

Nel I capitolo viene presentato il contesto storico mantovano tra Cinque e Seicento. Nei successivi capitoli, dal secondo al quinto, sono esaminate le collezioni di quattro eminenti famiglie mantovane, i Maffei, i Castiglione, gli Strozzi e i Calandra. Il sesto capitolo presenta poi alcune importanti collezioni private di primo Seicento, come quelle di Marcello Donati o Annibale Chieppio, mentre il settimo tratta la questione interessante delle collezioni degli artisti, tra cui Andrea Mantegna e Giulio Romano. Il capitolo ottavo tenta di delineare dei possibili confronti con altri contesti italiani, mentre il nono affronta la questione degli allestimenti delle raccolte nei palazzi mantovani, così come, da un punto di vista quantitativo, tenta un'analisi delle opere presenti nelle collezioni e della loro iconografia.

Da questo libro emerge come la realtà del collezionismo privato mantovano sia di tutto rispetto, sia per quantità di opere, sia per qualità. Ma emerge anche un'altra caratteristica del collezionismo mantovano, ovvero la tendenza da parte degli aristocratici a fare riferimento, per le loro commissioni, o per i loro acquisti, ai medesimi artisti che gravitavano intorno alla corte gonzaghesca: si tratta evidentemente di un fenomeno che può essere letto sia come forma di utilizzo di canali mercantili e di committenza già aperti dai principi, sia cone forma di emulazione, tanto più significativa se pensiamo alla pervasiva influenza esercitata dalla corte gonzaghesca sul contesto artistico mantovano.

In questo contesto, quindi, non ci meraviglieremo se, in casa Maffei, troveremo opere di Tiziano (la Cena in Emmaus del Louvre) o di Correggio (l'Educazione di Amore di Londra e il Venere, Cupido e satiro del Louvre), così come di Giulio Romano o Domenico Fetti. Ma le case private mantovane conservavano anche importanti raccolte antiquarie, come quella di Marcello Donati, o di mirabilia naturali (raccolte già studiate in occasione della mostra La scienza a corte del 1979), o ancora vi si trovavano ricche biblioteche, che non sono state prese in considerazione in questo libro, se non per quel che riguarda la biblioteca dei Castiglione.

Dal libro di Rebecchini emerge quindi un collezionismo di alto livello e parallelo a quello onnivoro della famiglia dominante. Inoltre, ciò che risulta chiaro da questo lavoro è che, ancora una volta, viene dimostrato che è possibile studiare la realtà mantovana per quel che riguarda committenza e collezionismo, in un contesto esterno a quello della corte, un contesto che i ricchissimi fondi dell'Archivio di Stato di Mantova permettono di indagare e che fino a oggi è stato quasi completamente trascurato.

Leandro Ventura
10 dic 2002


Indice

1. Mantua in the sixteenth and early seventeenth centuries

2. The Maffei family

3.The Castiglione family

4. The Strozzi family and Michelangelo's Cartoons

5. The Calandra family

6. Mantuan collections in the early seventeenth century

7. Artists' collections

8. Private collecting in other Italian centres

9. Art and display

Appendix 1. Genealogies

Appendix 2. The Maffei family

Appendix 3. The Castiglione family

Appendix 4. The Strozzi family and Michelangelo's Cartoons

Appendix 5. The Calandra family

Appendix 6. Mantuan collections in the early seventeenth century

Appendix 7. Artists' collections

List of unpublished sources and bibliography

Index of iconographies

Index of name and places


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