La chiesa a pianta centrale, tempio civico del Rinascimento
a cura di Bruno Adorni,
Milano, Electa ("Documenti di architettura", n. 142), 2002, pp. 260, 258 ill. b/n, € 45,00

 

Il volume raccoglie la rielaborazione dei risultati del convegno "La chiesa a pianta centrale come 'tempio civico' tra Quattro e Cinquecento", svoltosi a Ferrara nel maggio del 2000.

I saggi introduttivi presentano il problema della chiesa a pianta centrale proponendo un'intersezione di ambiti disciplinari che consente di ampliare le nostre conoscenze sul problema. Infatti, la progettazione di organismi architettonici centralizzati, soprattutto per quel che riguarda gli edifici ecclesiastici (i templi del trattato albertiano), è tradizionalmente considerata uno dei punti centrali e più innovativi dell'architettura quattro-cinquecentesca. Nonostante ciò, e nonostante l'ampio spazio assegnato a questo problema nell'elaborazione teorica del periodo (cui è dedicato nel volume un saggio di Amedeo Belluzzi), la realtà del costruito presenta dei dati divergenti, dal momento che relativamente pochi (e di solito di piccole dimensioni) sono gli edifici realizzati a pianta centrale; e anche la più importante costruzione di queste genere, ovvero il San Pietro di Bramante/Michelangelo vedrà una repentina trasformazione in una più tradizionale struttura longitudinale.

L'edificazione di simili edifici ecclesiastici è in effetti connessa a esigenze specifiche ed è frutto di una committenza prevalentemente laica, per lo più cittadina. Ciò spiega parzialmente le aporie presenti nell'esame del problema, ma non basta, dal momento che le nostre difficoltà nell'affrontare simili questioni derivano anche da uno scarso approfondimento da parte degli studiosi di temi quali la funzione e il significato sociale e culturale degli edifici. Come nota infatti Howard Burns nel suo saggio, siamo all'inizio di un nuovo modo di studiare la chiesa, un modo che, oltre all'esame strutturale, tecnico e formale, prenda in considerazione anche altri risvolti, ovvero ciò che spinse una comunità a volere una chiesa di un certo tipo in un certo luogo e con certe funzioni. Infatti non è sufficiente in questo caso pensare a modelli eccellenti, come il Tempio di Salomone o il Santo Sepolcro o ancora Santa Sophia, è necessario pensare alle motivazioni profonde che hanno determinato la creazione di un edificio ecclesiastico a pianta centrale.

I saggi introduttivi del volume, soprattutto quello di Giorgio Chittolini e l'altro di Paul Davies, propongono in questa direzione due possibili ambiti interpretativi: da un lato si collocherebbe l'esigenza di un culto cittadino e civico ben distinto (anche dal punto di vista della forma dell'edificio) da quello istituzionale della Chiesa locale; dall'altro lato (del resto in misura fortemente interrelata con il primo punto) si situa l'esigenza di ricordare un miracolo o di segnalare con un nuovo edificio il luogo dove il divino si è manifestato, in particolare con apparizioni della Vergine. Ovviamente entrambe le finalità erano connesse, oltre che alla manifestazione di forme di religiosità locale, anche alla gestione del potenziale vantaggio (anche economico ma soprattutto in termini di prestigio cittadino) proveniente dal flusso dei pellegrini e dei fedeli. Da ciò emerge chiaramente la particolarità di questi edifici, a cui si potrebbero aggiungere altre motivazioni che riguardano però non più esclusivamente le città ma altre realtà sociali: oltre il miracolo, infatti, in altri casi si deve pensare almeno all'esigenza aristocratico-principesca della chiesa-mausoleo.

Il testo si chiude con una ricca esemplificazione di edifici a pianta centrale di carattere "civico", presentati in brevi ma ricchi saggi redatti da specialisti.

Francesco Galterio
(24 feb 2003)

 


Indice del volume

7 Nota del curatore

9 Introduzione

Bruno Adorni

15 "Religione cittadina" e "chiese di comune" alla fine del Medioevo

Giorgio Chittolini

27 La santità del luogo e la chiesa a pianta centrale nel Quattro e nel primo Cinquecento

Paul Davies

37 Le chiese a pianta centrale nella trattatistica rinascimentale

Amedeo Belluzzi

49 Filarete e la pianta centrale negli anni sessanta del XV secolo in Lombardia

Gabriella Ferri Piccaluga

61 Leonardo: dalla pianta centrale allo spazio sferico

Carlo Pedretti

75 Agli inizi di un nuovo modo di studiare l’edificio ecclesiastico

Howard Burns

81 Santa Maria della Pietà a Bibbona e Santa Maria delle Carceri a Prato

Riccardo Pacciani

97 Santa Maria in Portico a Fontegiusta, Siena

Caterina Cardamone

107 La Madonna dell’Umiltà a Pistoia

Amedeo Belluzzi

119 Santa Maria Incoronata a Lodi

Elisabetta Susani

131 Santa Maria della Croce a Crema

Bruno Adorni

141 La Beata Vergine dei Miracoli a Brescia

Matteo Ceriana

153 Santa Maria della Consolazione a Todi

Arnaldo Bruschi

165 La Madonna di San Biagio a Montepulciano

Leon Georg Satzinger

175 Santa Maria della Steccata a Parma

Bruno Adorni

189 Santa Maria di Campagna a Piacenza

Bruno Adorni

199 Santa Maria di Macereto presso Visso

Antonello Alici

209 San Sebastiano a Milano

Aurora Scotti Tosini, Debora Antonini

225 Beata Vergine della Ghiara a Reggio Emilia

Fabrizio Tonelli

Apparati

238 Bibliografia

254 Referenze iconografiche

 


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