Disciplinare il lusso. La legislazione suntuaria in Italia e in Europa tra Medioevo ed Età moderna,
a cura di Maria Giuseppina Muzzarelli e Antonella Campanini
Roma, Carocci Editore ("Studi storici Carocci", n. 40), 2003, pp. 240, 8 ill. b/n, € 20,30.

 

Lo studio della legislazione suntuaria è da qualche tempo stato riscoperto come strumento fondamentale di comprensione, non solo in rapporto all'evoluzione di una specifica  forma di elaborazione giuridica dell'Italia e, più in generale, dell'Europa di antico regime. La pubblicazione delle fonti statutarie e normative ha infatti lasciato il posto a una ricerca più estesa e di carattere trasversale, che ha consentito di valutare più ampiamente il ruolo di questa tipologia di leggi che, quasi come attraverso uno specchio, ci presentano un quadro piuttosto chiaro dello sviluppo economico, sociale e culturale di uno specifico contesto e della sua cultura materiale più in genere.

Questo libro curato da Giuseppina Muzzarelli e Antonella Campanini pone al centro dell'interesse proprio la legislazione suntuaria e si colloca in un punto intermedio di un più ampio progetto di ricerca, che trova il suo fine nello studio della produzione normativa delle varie realtà dell'Italia tra XIII e XVI secolo. Nell'ambito di questa ricerca, il libro intende proporre alcuni risultati relativamente alle regioni o ai centri per i quali la ricerca è in fase più avanzata: l'Emilia Romagna (per la quale è già uscito nel 2002 La legislazione suntuaria. Secoli XIII-XVI. Emilia Romagna), il Veneto, l'Umbria e Siena. Nel libro si presentano poi alcuni contesti non italiani, con saggi di studiosi stranieri che si occupano di Spagna, Francia, Germania e Inghilterra. Il volume si chiude con saggi di carattere metodologico e dei preziosi indici analitici.

Il lavoro nel suo complesso si presenta in maniera ricca e articolata, dal momento che nei vari saggi sono prese in considerazione diverse tipologie di fonti: dalle leggi, alle norme daziarie, agli inventari, alle cronache e alle fonti letterarie più in genere. Dall'esame dei vari contesti risulta in generale che questa normativa veniva emanata per due scopi principali, da un lato un'esigenza di disciplinamento che aveva finalità di carattere moraleggiante, dall'altro l'auspicabile riduzione delle spese voluttuarie, non solo in rapporto ad abbigliamento e gioielli, ma anche in relazione a banchetti, feste o cerimonie, in rapporto a periodi di crisi economica reale o potenziale. L'obiettivo principale delle norme suntuarie, inoltre, erano le donne che, tra l'altro, sono oggetto del maggior numero di sanzioni. Infine, ciò che sembra emergere dalla documentazione è che le leggi suntuarie potevano configurarsi come tassa sul lusso, dal momento che le multe erano solitamente lievi e venivano pagate per poter indossare un abito sfarzoso o organizzare un banchetto.

Limitandoci al settore di nostro specifico interesse, il saggio dedicato al Veneto è affidato a Luca Molà che sottolinea alcuni dati importanti. In primo luogo la legislazione suntuaria veneziana influiva in maniera determinante su quella, pur emanata autonomamente, delle città sottoposte. Un dato caratteristico delle leggi venete è poi l'assenza di distinzione tra i ceti sociali, dal momento che si trattava di norme valide per tutte le classi della popolazione. La società veneziana, infatti era già rigidamente differenziata al suo interno, tanto da non richiedere l'intervento di normative che accentuassero le distinzioni in rapporto all'uso di abiti o ornamenti. Comunque le leggi veneziane risultavano piuttosto blande nel senso della limitazione del lusso, dal momento che, per esempio, la legge del 1476 consentiva a una donna di indossare abiti e ornamenti per un valore complessivo di oltre 1000 ducati! Inoltre, se le leggi erano valide a Venezia, i nobili potevano spostarsi in villa, a poche miglia in terraferma, per non dover più sottostare alle limitazioni.

In definitiva, dalla lettura del volume risulta con chiarezza come la legislazione suntuaria sia una fonte assolutamente polisemica, che consente una pluralità di approcci e molteplici usi di carattere interdisciplinare. Attendiamo quindi che, nell'ambito della ricerca guidata dalla Muzzarelli, venga pubblicato il volume sul Veneto, così da consentirci una più approfondita conoscenza di questo particolare aspetto della società veneta.

Leandro Ventura
(21 feb 2004)

 


Indice del volume

M. Giuseppina Muzzarelli
Introduzione

In Italia
1.    M. Giuseppina Muzzarelli, Una società nello specchio della legislazione suntuaria: il caso dell'Emilia-Romagna
2.    M. Grazia Nico Ottaviani, La legislazione suntuaria in Umbria tra prestigio e moderazione
3.    L. Molà, Leggi suntuarie in Veneto
4.    M. Assunta Ceppari Ridolfi, Un caso toscano: Siena
5.    P. Turrini, Un caso toscano: lo Stato senese
6.    A. Toaff, La prammatica degli ebrei e per gli ebrei

In Europa
7.    M. Aventin, Le leggi suntuarie in Spagna: stato della questione
8.    N. Bulst, La legislazione suntuaria in Francia (secoli XIII-XVIII)
9.    G. Jaritz, Leggi suntuarie nelle aree di lingua tedesca
10.  T. Ülttenberg, Sempre un passo indietro rispetto alla moda: leggi suntuarie in Inghilterra dal Medioevo all'inizio del XVII secolo

La normativa suntuaria come fonte
11.  F. Franceschi, La normativa suntuaria nella storia economica
12.  M. Cataldi Gallo, Storia del costume, storia dell'arte e norme suntuarie
13.  M. Ascheri, Tra storia giuridica e storia "costituzionale": funzioni della legislazione suntuaria
14.  G. Calvi, Le leggi suntuarie e la storia sociale

Indice dei nomi, Indice dei luoghi


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