| Maria Barbara Guerrieri Borsoi, Gli Strozzi a Roma. Mecenati e collezionisti nel Sei e Settecento, Roma, Fondazione Marco Besso, Editore Colombo, 2004, pp. 310, 239 ill., 50. |
|
Il libro è dedicato alla storia della nobile famiglia fiorentina degli Strozzi nel periodo della loro residenza romana e alle notevoli collezioni da essa assemblate nel corso del Sei e Settecento. Le vicende di queste collezioni vengono ricostruite dallautrice sulla base di una ricerca documentaria vastissima e meticolosa, da cui emerge da una parte la difficoltà di leggere con chiarezza alcuni degli aspetti che oggi generalmente catalizzano lattenzione degli storici dellarte, ossia lindividuazione degli artisti presenti, dallaltra restituisce la vitalità dellapproccio collezionistico nel suo mutare di volta in volta, a seconda dei protagonisti e dei legami creatisi con il contesto culturale in cui queste trasformazioni si andavano maturando, facendo emergere la ricchezza e limpegno profusi dagli Strozzi, soprattutto da Leone, nella formazione ed incremento di varie tipologie collezionistiche: di antiquaria, naturalistica, di sculture e di dipinti.
Il volume della Guerrieri Borsoi prende le mosse dalla storia della famiglia: da Leone, liniziatore del ramo romano della stirpe nato nel 1555, fino a Filippo, morto nel 1763, con il quale si conclude il periodo romano degli Strozzi. A Giovan Battista, trasferitosi da Firenze a Roma nel 1632 per assicurarsi leredità di Leone, spetta il mecenatismo ancora tutto affidato ad artisti toscani e destinato ad abbellire con dipinti il palazzo di città e la villa di Boschetto. Ma il personaggio più interessante è Leone, nato nel 1657, la cui passione collezionistica si concretizzò nella creazione di un museo che sarà celebrato da Giovan Maria Crescimbeni nella sua Arcadia, come si può leggere nelle pagine presentate in fondo al volume in copia anastatica. I vasti interessi culturali di Leone sono descritti anche attraverso la sua libreria e varie testimonianze del tempo, riferibili alla sua appartenenza allAccademia della Crusca oltre a quella dellArcadia.
Lattenzione rivolta dalla studiosa alle proprietà immobiliari che gli Strozzi acquistarono a Roma viene illustrata seguendo le loro operazioni finanziarie ed evidenzia la capacità di investimenti e le cospicue rendite legate alla loro attività di banchieri. Grazie ad esse si andarono formando le diverse collezioni e si commissionarono importanti opere darte, come la decorazioni scultorea della cappella familiare in SantAndrea della Valle, di cui si rintracciano numerosi pagamenti e su cui lautrice avanza unipotesi di attribuzione a Francesco Borromini per alcuni particolari decorativi.
Ledificio più importante acquistato da Leone Strozzi, nel 1619, era la grande villa sul Viminale, poi andata distrutta per far posto al teatro dellOpera, e in cui furono raccolte le sue cospicue collezioni di scultura antica e moderna fra cui spiccava il San Lorenzo sulla graticola di Gian Lorenzo Bernini. Il palazzo di città è quello oggi occupato in parte dalla fondazione Besso, prospiciente Largo di Torre Argentina: della ricca decorazione a fresco, dei sontuosi arredi, degli arazzi nonché delle sculture e dei dipinti che qui gli Strozzi andarono raccogliendo non si è conservato quasi nulla ma la loro fisionomia ed entità sono ricostruite dalla Guerrieri Borsoi sempre attraverso i documenti. Tra i frammenti di decorazione conservati, quello del soffitto della cosiddetta stanza dei lumaconi riflette uno dei capitoli più ricchi della storia collezionistica della famiglia: il museo scientifico di Leone Strozzi, di cui il libro analizza con passione le vicende, a partire dal nucleo risalente al cavalier Enrico Corvino, splendidamente illustrato da numerose incisioni riprodotte nel testo. Oltre a medaglie, gemme, cammei, conchiglie, metalli e altri naturalia, il museo di Leone era impreziosito da due bellissimi "Libri dei marmi", vere sottili lastre marmoree da sfogliare.
Nonostante la mole documentaria indagata dalla studiosa, scarsi sono i dati certi relativamente ai pagamenti e ai nomi degli artisti delle opere scultoree e pittoriche registrate negli inventari. Tra le eccezioni spicca lindividuazione della paternità a Pietro e Gian Lorenzo Bernini per il gruppo di quattro statue con le stagioni, ora nella villa Aldobrandini a Frascati, pagato da Leone Strozzi in due riprese tra 1620 e 1622.
I diversi inventari dei quadri passati da una generazione allaltra poco rivelano, come si accennava, dei loro autori a causa della mancanza o approssimazione delle loro descrizioni, non differenziandosi in questo dalla maggior parte degli inventari del tempo. Quello che tuttavia si può leggere, risalendo alla storia familiare tracciata allinizio del libro e poi ritornando ai nomi degli ultimi protagonisti della storia romana degli Strozzi, è il lento assestamento della famiglia da Firenze a Roma: allinizio sono i quadri, di autori toscani, a venir spediti da Firenze e poi nel corso del Seicento la quadreria si arricchisce dei protagonisti della scena artistica romana. Ma, davanti alle drammatiche necessità di vendite forzose dei propri beni seguite alle tassazioni imposte alla nobiltà durante la Repubblica romana, i nuclei più preziosi da mettere in salvo a Firenze saranno in primo luogo le gemme e le medaglie, a cui si aggiungeranno i quadri più famosi e le sculture; le vendite però, seguiranno e disperderanno le varie collezioni.
Natalia Gozzano
(12 apr 2005)
Indice
Presentazione di Antonio Martini
Elenco abbreviazioni
La famiglia
Leone, generale della chiesa, e i suoi eredi
Luigi e le famiglie Majorca e Renzi
Gli uomini dellArcadia: Giovan Battista e Leone
Da Maria Teresa a Filippo
Le proprietà immobiliari
La cappella in S. Andrea della Valle
Il feudo di Forano
La villa sul Viminale
Il palazzo alle Stimmate
Il museo e le collezioni darte
I. Il museo Corvino
1. Un farmacista e un cavaliere
2. Le collezioni
3. Raccolte eclettiche nel Seicento
4. I libri naturalistici
II. Il museo Strozzi
1. I libri naturalistici
2. Naturalia e oggetti scientifici
3. I quadri del museo
4. Le monete
5. Le gemme e i solfi
6. Antiquaria
7. Lossessione del collezionismo
III. Le sculture di Pietro e Gian Lorenzo Bernini
IV. Documenti per la storia della quadreria
V. Disiecta membra
Appendice documentaria
Nota preliminare ed elenco dei principali inventari
I. La villa sul Viminale
1. Linventario del 1632
2. Linventario del 1642
3. Estratto dallinventario del 1652
II. Il museo Corvino
1. La descrizione di P. Skippon (1664)
2. Linventario della vendita agli Strozzi (1682)
3. Il museo Strozzi
4. La descrizione di G. M. Crescimbeni (1708)
5. Linventario dei beni di Leone Strozzi (1725)
6. Linventario dei beni di Maria Teresa Strozzi (1748)
III. La quadreria
1. Quadri di Roberto Strozzi (1632)
2. Quadri di Leone Strozzi nel palazzo (1632)
3. Quadri di Giovan Battista Strozzi (1636)
4. Quadri inviati da Firenze a Roma tra il 1636 e il 1640
5. Quadri promessi a Luigi Strozzi da Diego Chyros Majorca
(circa 1600)
6. Quadri di Maria Teresa Strozzi (1748)
IV. Architetti attivi per gli Strozzi a Roma nel Sei e Settecento
Riproduzione anastatica di G. M. Crescimbeni, LArcadia, Roma 1711, pp. 91-115
Fonti e bibliografia
Indice dei nomi