Maria Cristina Chiusa
Parmigianino
Milano, Electa, 2001, pp. 232, 186 ill. col. e b/n, £. 170.000, € 87,80

 

La monografia dedicata alla complessa e breve vicenda artistica di Parmigianino, uscita recentemente per i tipi di Electa, ricostruisce le coordinate entro le quali si svolge la carriera del pittore, dalla prima formazione a Parma alle successive fasi romana (1524-1527), bolognese (1527-1531) e infine nuovamente parmense.

L'ampio saggio introduttivo, seppur non approfondisca tutti i motivi e le suggestioni offerte agli studi, costituisce un utile strumento di inquadramento entro i parametri culturali dei contesti entro cui il pittore si mosse. L'autrice infatti tenta di sfrondare la mitografia parmigianinesca dagli elementi evidentemente ingigantiti dalla tradizione, riconducendo la biografia di Parmigianino entro confini più logici e credibili, basandosi su accenni a questioni di carattere contestuale. Nulla viene del tutto approfondito, ma le tracce e i segnali che la studiosa lascia al lettore sono importanti e utili anche come instradamento a nuove ricerche.

Tuttavia, dopo questo primo approccio incoraggiante, il volume si ridimensiona nell'ambito di un percorso esegetico alquanto singolare. Infatti, dopo lo sguardo all'indice e dopo le prime pagine, ci si attenderebbe un'esame dell'opera dell'artista su base iconografica, ma ci si trova davanti a una lettura tradizionale basata prevalentemente su aspetti stilistici, ma senza il regolare svolgimento cronologico che tale analisi logicamente richiederebbe. L'autrice infatti organizza il suo percorso interpretativo secondo una scansione di carattere iconografico, ma all'interno dei singoli capitoli l'esame delle opere si ritrae su basi essenzialmente stilistiche e non approfondisce quasi mai le questioni di committenza, contesto e di storia della cultura più in generale. La studiosa, del resto, a scansare ogni equivoco torna continuamente a ricordare la sua formazione di estrazione longhiana e i suoi intenti di analisi esclusivamente stilistica. Solo in un caso, ovvero la decorazione della saletta di Diana e Atteone nella rocca di Fontanellato, il testo deroga dall'impostazione generale ripercorrendo le informazioni già acquisite alla storiografia artistica e riordinandole utilmente per il lettore. Ma in genere si resta del tutto insoddisfatti dalla totale assenza di riferimenti ai problemi iconografici e iconologici lasciati aperti dalle immagini di Parmigianino.

Al terminedella più ampia sezione dedicata a queso esame dell'opera di Parmigianino ordinata in categorie di tipo iconografico, il volume è completato da un catalogo essenziale delle opere. Il catalogo riunisce ai dipinti gli aspetti grafici dell'attività dell'artista e comporta alcune nuove importanti acquisizioni, nuove proposte attributive, revisioni cronologiche ed espunzioni di opere da considerarsi non autografe.

Il testo di Chiusa, per le sue caratteristiche, costituisce un utile strumento di lavoro per chi intenda avvicinarsi alle complesse questioni che l'opera di Parmigianino lascia aperte, e anzi, forse proprio per i dubbi che non scioglie, questo libro potrebbe invogliare ancor più gli studiosi a riprendere in mano l'analisi delle opere di questo artista.

(LeV)
11 lug 2002


Indice del volume

Introduzione

Per una biografia ragionata del Parmigianino

Le narrazioni mitologiche

La ritrattistica

I dipinti di devozionalità sacra

Le nuove acquisizioni

Opere da escludere dal catalogo

Catalogo dele opere

Parmigianino: i documenti (a cura di Marzio Dall'Acqua)

Bibliografia


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