| Giulio Carpioni dall'affresco all'incisione, catalogo della mostra (Caldogno, 2003), a cura di Federica Morello, Urbana, Fratelli Corradini Editori, 2003, pp. 126, 19 ill. col., 28 ill. b/n. |
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Sebbene con un certo ritardo pare opportuno dare conto del catalogo di una circoscritta quanto interessante esposizione di acqueforti di Giulio Carpioni, realizzata nel corso del 2003 su iniziativa del Comune di Caldogno (Vicenza) allinterno del progetto più vasto di restauro e promozione della palladiana Villa Caldogno che, accanto ad affreschi cinquecenteschi, tra gli altri, di Giovanni Antonio Fasolo e Battista Zelotti, esibisce un piccolo ciclo di storie tratte dal Pastor Fido del Guarini, dipinte verso la metà del XVII secolo dallo stesso Carpioni.
I testi di Maria Teresa Bompani e di Remo Schiavo contribuiscono ad inscrivere gli affreschi della Villa nella cornice della "cultura del melodramma" diffusasi in Italia nella seconda metà del Cinquecento e più in generale nel contesto storico e intellettuale del periodo, mentre un breve saggio di Federica Morello, curatrice dellevento e studiosa di Carpioni, delinea sinteticamente il profilo artistico del pittore, ricapitolandone i debiti figurativi, i tratti stilistici, i colti interessi per lantico e per il classicismo di matrice romana.
Vengono messi in luce in particolare - benché in modo affatto rapido - i rapporti dellartista con lo stampatore padovano Matio Cadorin detto il Bolzetta, responsabile della produzione e diffusione delle sue immagini incise.
Lopera grafica di Carpioni ammonta, nella sua versione più estesa, allesiguo numero di 26 esemplari, in buona parte firmati: il catalogo della mostra ne presenta ben 22, di cui 6 sono copie in controparte tratte dalla serie di Odoardo Fialetti nota come Gli dei del mare, consentendo un esame non superficiale dei caratteri distintivi del segno carpionesco, tipicamente legato alle possibilità espressive dellacquaforte seicentesca e di decisa inclinazione "pittorica" nella rapida definizione delle fisionomie e dei chiaroscuri.
La proposta di Caldogno - che aspira a divenire un centro culturale di riferimento nel territorio vicentino, come sta a dimostrare la successiva esposizione su Benedetto e Bartolomeo Montagna (2004), per cui si rimanda alla segnalazione in queste stesse pagine - va dunque accolta con attenzione e interesse, avendo fornito, pur nei limiti di un impegno contenuto sul piano scientifico, la rara occasione di esplorare un tema del tutto alieno rispetto ai consueti percorsi espositivi e, tutto sommato, poco frequentato anche dalla ricerca storico artistica, che potrà senzaltro giovarsi dei materiali raccolti in questa circostanza.
Francesco Sorce
(23 ottobre 2004)
Federica Morello
Maria Teresa Bompiani
Remo Schiavo
Federica Morello
Catalogo della mostra