«VeneziAltrove. Almanacco della presenza veneziana nel mondo»,
a cura di Fabio Isman, n. 1-2003, Fondazione Venezia 2000-Marsilio, pp. 175 in italiano e inglese, 98 ill. a colori, € 10,00

 

Per il secondo anno consecutivo, Marsilio pubblica VeneziAltrove, l’"Almanacco della presenza veneziana nel mondo" della Fondazione Venezia 2000, presieduta da Giuseppe De Rita, a cura di Fabio Isman, inviato speciale de Il Messaggero di Roma.

Numerosi e interessanti i temi affrontati in questo numero, che sarà presentato a Venezia, presso l'Ateneo Veneto nel prossimo mese di febbraio. In primo luogo l’intervista ad Augusto Gentili, che pubblichiamo per concessione degli autori e dell’editore, sul Giovane cavaliere in un paesaggio di Vittore Carpaccio, del Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, in cui il direttore di "Venezia Cinquecento" spinge la propria analisi fino quasi all’identificazione del finora misterioso personaggio ritratto nel dipinto ("il suo nome, lo assicuro, possiamo trovarlo a Venezia; ma questo lo racconterò un’altra volta", conclude Gentili).

Studiando in modo approfondito la Notizia d’opere di disegno di Marcantonio Michiel, poi, Rosella Lauber ha identificato, riuscendo anche a ricostruirne le attuali collocazioni, ben 84 delle 260 opere che il patrizio vede e descrive a Venezia tra il 1521 e il 1543, scoprendo che soltanto 22 di esse sono rimaste in città. Il direttore della Biblioteca Nazionale Marciana, Marino Zorzi, ha invece ripercorso la diaspora del "più grande patrimonio di codici e di libri" che esistesse al mondo: chi lo aveva formato, e come e dove è andato disperso; Stefania Mason s’interroga perché un autore importante come Caravaggio, tutto sommato abbia avuto, a Venezia, una scarsa fortuna; Ketty Gottardo racconta invece come è stato costituito, e quanto di veneziano conserva, l’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston.

Completano il volume (come sempre bilingue: anche in inglese) l’introduzione di Giuseppe De Rita; la scoperta che uno dei violini in assoluto più famosi, denominato Barone Knoop, è nato a Venezia, costruito nel 1743 da Pietro Guarneri: ne racconta la storia il musicologo Sandro Cappelletto, mentre Pavel Vernikov, il grande solista che attualmente lo suona, ne magnifica le virtù. Infine, Fabio Isman rilegge un manoscritto conservato alla Biblioteca del Museo Correr, l’Esposizione istorica dello Spoglio, che di tempo in tempo si fece di Pitture in Venezia, redatto ai primi dell’Ottocento dal viceconsole spagnolo Giacomo della Lena, e a suo tempo pubblicato (ma solo in inglese) da Francis Haskell per gli 80 anni di sir Antony Blunt: è una buona occasione per riscoprire i tempi in cui da Venezia, come è stato scritto, le "nobildonne partivano per Roma con i loro Giorgione arrotolati nella cappelliera".

Leandro Ventura
(16 gen 2004)


Indice

Giuseppe De Rita
Il vero rimedio alla diaspora: riannodarne i fili per ridare radici ai capolavori

Fabio Isman
Monsignore, il catalogo delle vendite è questo (cronaca di una grande razzia)

Rosella Lauber
Breviario per una diaspora: in quali musei sono finiti i dipinti descritti da Michiel

Marino Zorzi
Così è nato e dove s’è disperso il più grande patrimonio di codici e di libri al mondo

Sandro Cappelletto
Dal 1743, ad oggi: le peripezie del più famoso violino costruito da Guarneri in laguna

Intervista ad Augusto Gentili, di Fabio Isman
Forse, si può dare un nome al "Cavaliere Thyssen"; e questo è il suo contesto

Stefania Mason
Come e perché la Serenissima non ha conosciuto la grande arte di Caravaggio

Ketty Gottardo
Per soddisfare il suo "plaisir" l’eccentrica mistress ruba al canale anche i balconi


Vai al sito web dell'editore

Visita il sito della Fondazione Venezia 2000