"Venezia Cinquecento" - n. 23
numero monografico

Il Pordenone a Cremona. Iconografie contesti significati

Il numero 23 di "Venezia Cinquecento", la cui uscita si prevede nel prossimo mese di febbraio 2003, pubblica un lungo saggio di Roberto Venturelli dedicato agli straordinari e celeberrimi affreschi della Passione di Cristo che il Pordenone eseguì nel Duomo di Cremona tra il 1520 e il 1522. Lo studio di Venturelli dimostra come queste immagini non sono solo il documento di una temperie artistica improntata a toni di concitazione drammatica dirompente e di esasperata tensione dinamica, in evidente competizione con il coinvolgente e "persuasivo" teatro religioso dei Misteri. L’analisi delle innovative formulazioni iconografiche e la ricostruzione particolareggiata dei contesti materiali e politici entro i quali avvenne la commissione (e dunque la rilettura delle antiche cronache e delle copiose documentazioni archivistiche) permettono invece di raccontare una storia assai più affascinante e precisa. In quelle immagini, all’interno del loro costrutto retorico-visivo e tematico-iconografico, sono rimaste le tracce eloquenti di una microstoria politica, cittadina ma universalmente esemplare e paradigmatica: quella del violento conflitto tra l’organo dirigente cremonese (il Consiglio dei Dieci che governa la città e commissiona gli affreschi del Duomo) e la forte minoranza ebraica cremonese (una delle più fiorenti d’Italia in quel momento) che controlla il sistema creditizio della città, conflitto che finì per coinvolgere, a un livello più alto, il governo milanese e lo stesso Regno di Francia, in una geometria complessa di interessi contrapposti, avidità dissimulate e ipocrisie poco edificanti. La comunità cremonese aveva infatti contratto, a causa della recente occupazione militare della città, un cospicuo debito pubblico (a cui intendeva sottrarsi) con i banchi di credito ebraici. Il conflitto esplose in tutta la sua virulenza nel 1519, portando il Consiglio dei Dieci a richiedere con forza ai governi centrali milanese e francese (viceversa interessati a incamerare a loro volta una buona parte degli introiti dei banchieri ebrei, e quindi interessati a difenderli dalle recrudescenze di intolleranza) l’espulsione o almeno la segregazione intra moenia della minoranza giudaica nonché la remissione del debito cittadino e dei tantissimi debiti privati dei cristiani. L’intervento cremonese del Pordenone si inscrive all’interno dell’azione di propaganda voluta dal Consiglio dei Dieci a supporto della propria battaglia per l’espulsione o la segregazione della comunità ebraica cittadina. E il carattere conflittuale dell’avvicendamento tra il Romanino e il Pordenone nella commissione degli affreschi va visto appunto su questo sfondo. Tutta la progettazione degli affreschi, cui concorsero sia l’artista friulano che il Consiglio dei Dieci, fu formulata sulla base delle tradizioni argomentative della apologetica cristiana adversus Judaeos, allo scopo di supportare retoricamente e ideologicamente il discorso e l’azione politica del Consiglio stesso, interessato a convogliare attorno alla polemica antiebraica il consenso e il sostegno dell’intera cittadinanza cremonese. La strategia retorica fu quella di dimostrare, attraverso le forme polemiche del tradizionale discorso cristiano contra Judaeos, le ragioni storiche e metafisiche, e non solo effimere e materiali, di quel programma concreto di espulsione e segregazione. Ad esempio, l’idea che la colpa dei "padri" (il deicidio perpetrato dai giudei) ricada ineluttabilmente sui "figli", ossia sul popolo ebraico di ogni tempo e luogo, viene accampata con l’inserzione forzata e l’inedita codificazione del tema dell’Innocenza di Pilato; e i temi della Dimissio Synagogae (il ripudio del popolo ebraico da parte di Dio a favore della gentilitas, nuova Ecclesia) e della duorum populorum divisio (la definitiva separazione degli ebrei dal resto dell’umanità), sancite da Dio nell’attimo della morte di Cristo come punizione del deicidio, vengono visualizzati nella tumultuosa e drammatica Crocifissione, il più grande affresco dell’Italia settentrionale di allora.

Questo saggio, comunque mirato in primo luogo allo studio del Pordenone e a quello dell’iconografia della Passione, intende anche contribuire, attraverso l’analisi di un caso concreto, a un più ampio problema di storia delle immagini o di Storia tout court : quello delle effettive dinamiche (visive, semiotiche, allusive, intertestuali etc.) attraverso cui le immagini divengono veicolo di comunicazione unilaterale tra istituzioni e pubblico, luogo di formulazione e propagazione di ideologie, e infine potente strumento politico di persuasione e sobillazione.

 


Indice del numero monografico

 

I. I SEGNI DI UN CONFLITTO

1. Introduzione (commissione, committenza: il conflitto del 1519-20)
2. Il contratto del 20 Agosto 1520
3. Esordio: i Profeti
4. Esordio: L’Innocenza di Pilato
5. L’ultimo affresco del Romanino a Cremona
6. Ripresa (i Profeti) e finale primo

II. IL CONTESTO: CREMONA E GLI EBREI

1. Il contesto di lunga durata: ebrei, francescani e Monti di Pietà
2. Cremona, gennaio 1519 - agosto 1521 : la nuova ondata antiebraica

III. "DUORUM POPULORUM DIVISIO": IL SIGNIFICATO POLITICO DELLA CROCIFISSIONE

1. "Vedere" la Crocifissione
2. Formule tradizionali : Crocifissione, Ecclesia, Synagoga
3. Figure del discorso visivo : la terra squarciata
4. Il punto di vista decentrato
5. Il significato politico della
Crocifissione

IV. L’ANDATA AL CALVARIO E L’INCHIODAZIONE

1. L’Andata al Calvario : il nuovo sacrificio
2. L’Inchiodazione di Cristo : l’adempimento e la colpa giudaica

V. IL COMPIANTO E IL "NUOVO TEMPIO"

1. Tema, iconografia, forma
2. Tre metafore in una
3. Un nuovo altare, un nuovo sacrificio
4. Ancora : l’attualità

VI. IL CONGEDO DEL PORDENONE DAL DUOMO DI CREMONA : LA PALA DEL CANONICO GIACOMO SCHIZZI

1. Commissione, cronologia e contesto originario
2. Tipo, funzione, soggetto
3. Il tema biografico : l’etica del buon pastore e il nuovo clima politico

APPENDICE: IL NOME DEL TEMPIO. La Circoncisione del Boccaccino e la controversia cristiano-giudaica sull’Incarnazione

1. Descriptio
2. Sulla presenza dell’imperatore Massimiliano: contesto e valore politico
3. Il tema
4. La scritta in ebraico
5. L’iconologia

INDICE DELLE ILLUSTRAZIONI

BIBLIOGRAFIA