Luisa Capodieci - Cristiana Ilari

La Sala dello Zodiaco affrescata dal Falconetto a Mantova:
ricerche d'archivio per una proposta di commitenza

 

Abstract

 

 

I numerosi studi consacrati allo Zodiaco dipinto da Falconetto nel palazzo mantovano acquistato nel XVII secolo dai marchesi Dalla Valle (l’attuale palazzo d’Arco), evidenziano la scarsità di notizie relative alla committenza. Nel 1980, E. Marani segnalava l’esistenza di una residenza dei Gonzaga nelle adiacenze dei due corpi architettonici del palazzo Dalla Valle scampati alla demolizione voluta dal conte d’Arco nel 1872. Seguendo tale pista, poi abbandonata da Marani, il presente studio sviluppa un’ipotesi di committenza gonzaghesca per lo Zodiaco del Falconetto. In effetti, la presenza degli appartenenti ad un ramo cadetto dei Gonzaga - quello dei discendenti di Feltrino - nella zona in cui sorgeva il palazzo poi Dalla Valle, è attestata dai documenti d’archivio, qui menzionati per la prima volta. L’esistenza di due stemmi cinquecenteschi di due membri di questa famiglia in uno dei due corpi architettonici superstiti dell’edificio (oggi adibito a museo di storia naturale), induce a supporre che anche l’altro, ossia quello contenente lo Zodiaco, facesse parte della dimora dei Gonzaga di Feltrino.

La testimonianza del Vasari secondo cui Falconetto avrebbe dipinto a Mantova "cose assai" per un Luigi Gonzaga, sembra confortata dal fatto che fra il 1509 e il 1522, periodo cui risale la decorazione del Falconetto, il palazzo era abitato da due fratelli della linea di Feltrino, uno di quali si chiamava Gian Luigi. Tuttavia, i documenti d’archivio indicano non in Gian Luigi, bensì in suo fratello Giulio il proprietario ufficiale della dimora. Lo stretto legame che univa i due Gonzaga, può giustificare l’inesattezza del Vasari che avrebbe semplicemente confuso i nomi dei due fratelli. Confusione accresciuta dal fatto che, alla morte di Giulio, la dimora fu ereditata dai discendenti di Gian Luigi.

La genericità della descrizione degli ambienti del palazzo dei Gonzaga di Feltrino contenuta nell’inventario dei beni di Gian Francesco (proprietario dal 1528 al 1564) non ne permettono una ricostruzione precisa, ma alcuni elementi suggeriscono una somiglianza con la pianta ricostruita nel 1977 da G. Pastore e I. Cazzaniga Donesmondi sulla base della descrizione ottocentesca dell’edificio.