Il ministro Urbani interviene sulle competenze di Ministero e Regioni

 

 

In occasione di un incontro tra il ministro dei Beni Culturali, Giuliano Urbani, e il Coordinamento degli Assessori regionali alla cultura, svoltosi il 19 settembre scorso, il ministro ha ribadito le funzioni di tutela assegnate allo Stato dalla Costituzione. Tale compito che deve essere svolto dal Ministero è finalizzato a garantire l'unitarietà degli interventi su tuttoil territorio nazionale. Tuttavia Urbani ha sottolineato l'importanza del ruolo che Regioni, enti locali e privati possono svolgere nei settori di valorizzazione e gestione dei beni clturali.

Questo incontro si colloca in vista dell'elaborazione di una nuova ristrutturazione del Ministero che sarà studiata in concorso con gli enti locali, tanto che il coordinatore degli assessori regionali, Giampiero Leo, ha prospettato al Ministro la possibilità di organizzare una sorta di "Stati Generali della cultura", con la partecipazione delle Regioni, degli Enti locali e di tutti i soggetti che operano nel settore.

C'è da sperare che la delega agli enti locali di compiti relativi alla valorizzazione e alla gestione, di cui si sta parlando, non comporti il rischio di una suddivisione dei beni culturali italiani in categorie: da una parte i beni più attraenti turisticamente ed economicamente redditizi e dall'altra altri beni meno noti o più decentrati che godrebbero di una minore attenzione. La corsa delle Regioni ad accaparrarsi il controllo del settore fa anzi dubitare che non si tratti di un interesse giustificato da questioni economiche connesse allo sfruttamento turistico dei beni. Speriamo che non sia così e che il Ministero a livello centrale conservi fondamentali funzioni di indirizzo e di controllo, per evitare che il patrimonio italiano soffra da una parte di scarsa attenzione e dall'altra di ipersfruttamento (turistico o quant'altro), con conseguenti gavi problemi relativi alla conservazione dei beni medesimi.