Rinascimento. Capolavori dei musei italiani

(Roma, Scuderie Papali al Qurinale, 15 settembre 2001 – 6 gennaio 2002)

www.rinascimento-scuderiepapali.it

 

Proveniente da Tokio, dove ha costituito una delle iniziative più seguite del ciclo di eventi promozionali "Italia in Giappone 2001". Inserita nel contesto di questa lunga kermesse pubblicitaria, la mostra è stata di conseguenza concepita come itinerario nel Rinascimento, ovvero nel periodo turisticamente più attraente per il pubblico giapponese. E questo carattere è stato sottolineato in varie interviste anche dal curatore, Antonio Paolucci, che ha dichiarato come si tratti di una mostra didascalica, priva di un supporto di ricerca, una mostra costruita per un pubblico non specialista.

Trasferita a Roma, la mostra può perciò apparire completamente decontestualizzata e priva del suo target specifico, del suo "visitatore tipo"; tuttavia a questa esposizione rimane una innegabile funzione didattica, in quanto percorso lineare attraverso i due secoli del Rinascimento italiano, condotto lungo un itinerario costituito esclusivamente da opere provenienti da raccolte pubbliche (per lo più statali) italiane.

Nel passaggio da Tokyo a Roma la mostra ha subito un'altra variazione. Benché la mostra abbia una chiave di lettura nettamente e tradizionalmente (vasarianamente, si direbbe) fiorentinocentrica, l'esposizione giapponese intendeva ruotare intorno al concetto di corte, come sottolineato dal titolo che la caratterizzava a Tokyo ("Il Rinascimento in Italia. La civiltà delle corti"). Nell'allestimento italiano si è giustamente passati a un più generico riferimento al Rinascimento, dato che la corte e la sua produzione artistica non emergono con tutta la chiarezza che ci si sarebbe attesi.

Da queste brevi note introduttive emerge che il carattere (e il valore) principale di questa mostra è dunque quello didattico. E questo aspetto è presente validamente nei primi passaggi e nelle prime opere, adatte e adeguatamente selezionate a rappresentare le innovazioni avviate in ambito fiorentino nel primo Quattrocento. Le sale si dispiegano poi seguendo il più tradizionale schema manualistico, con alcune gravi - ma necessarie - lacune, fino alla Città ideale urbinate. In questo settore quattrocentesco sono sufficientemente presenti anche le culture non fiorentine, con particolare riguardo per l'area veneta, rappresentata, tra l'altro dall'Apparizione dei diecimila crocifissi di Carpaccio, dalle tavolette mitologiche di Cima della Galleria Nazionale di Parma e dalle portelle d'organo di Santa Maria dei Miracoli, immancabilmente assegnate a Giovanni Bellini.

Passati al secondo piano delle Scuderie del Quirinale, idealmente dedicato al pieno Rinascimento e al Cinquecento, le opere scadono in qualità e soprattutto la compatta impostazione didattica si disperde in rivoli incontrollabili, principalmente quando da Firenze è necessario spostarsi a osservare cosa accade in altri centri, come soprattutto Venezia.

I grandi tosco-romani del Cinquecento sono appena presenti: Leonardo con un paio di fogli provenienti dalla Biblioteca Nazionale di Torino e uno delle Gallerie dell'Accademia di Venezia, Michelangelo con il Bruto del Bargello e Raffaello con la Velata in attesa di partire per Parigi ed essere sostituita dal ritratto del cardinal Bibbiena. I manieristi e la pittura fiorentina del pieno Cinquecento sono poi rappresentati da opere minori di Andrea del Sarto, Pontormo, Beccafumi e Vasari, e la qualità si rialza appena con la Laura Battiferri di Bronzino.

Nella delimitata sezione veneziana troviamo invece i due "musici" della Galleria Borghese di Roma passati sotto il nome roboante di Giorgione (anche se Kristina Hermann Fiore nella scheda del catalogo solleva i necessari dubbi); Tiziano si mostra con Flora, con il Ritratto di Pietro Aretino e con la Maddalena di Capodimonte. Tintoretto e Veronese soffrono invece di una scelta di opere scarsamente significative per comprendere la qualità dei due pittori. Interessanti presenze sono quelle di Savoldo (la Maddalena ex contini Bonacossi degli Uffizi), Palma il Vecchio (la "Schiava", sempre degli Uffizi), Bernardino Licinio (il Ritratto di donna con ritratto virile del Castello Sforzesco), Paris Bordon (gli Amanti - così in catalogo! - di Brera).

Si è fin qui parlato principalmente di pittura, ma tutti i dipinti sono accompagnati e spesso sovrastati per qualità da oggetti di varia natura (codici miniati, oreficerie, armi, etc.), che hanno la funzione di mostrare l'elevatissimo livello di vita delle classi aristocratiche italiane tra Quattro e Cinquecento.

Alla conclusione del percorso (accompagnati da un catalogo splendidamente illustrato ma scientificamente mediocre e spesso sofferente per vistosi attardamenti bibliografici), ci si chiede cosa possano aver compreso i giapponesi del nostro Rinascimento (del nostro Cinquecento, soprattutto), ma ci si chiede anche come mai si siano spesi tanti soldi per la tappa romana di questa mostra, una tappa francamente superflua, a meno che non si pensi che una grande mostra non richieda una salda base scientifica, ma piuttosto (e solamente) una vasta campagna pubblicitaria.

 

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Sede Roma, Scuderie Papali al Quirinale, 15 settembre 2001-6 gennaio 2002
Orari tutti i giorni, 10.00-22.00
venerdì e sabato, 10.00-23.00
(ingresso consentito fino a un'ora prima della chiusura)
Biglietti e tariffe intero £. 16.000
ridotto £. 10.000
tariffe speciali per comitive e scolaresche

audioguida singola £. 8.000, doppia £. 12.000
visite guidate per singoli, £. 8.000
visite guidate per comitive e scolaresche

Informazioni tel. +39-06-39967500, +39-06-696271
Prenotazioni tel. +39-06-39967500
www.pierreci.it
prenotazione obbligatoria per comitive e scolaresche
Curatore Antonio Paolucci
con la collaborazione di Maria Sframeli
Allestimento Michele De Lucchi
Patrocini Presidenza del Consiglio dei Ministri
Ministero degli Affari Esteri
Ministero dell'Interno
Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca Scientifica
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Regione Lazio
Provincia di Roma
Comune di Roma
Catalogo Skira Lire 75.000, Euro 38,73 (fino al 31 gennaio 2002 poi Euro 45)
Sponsor unico SISAL
Collaborazione tecnica Club "la Repubblica"
PUBBLI_A. Outdoor Communication
Librerie Gruppo Arion