Giorgione. "Le maraviglie dell'arte"

Dal primo di novembre, alle Gallerie dell'Accademia di Venezia, sarà possibile visitare una mostra dedicata a Giorgione, che può essere considerata un significativo evento nel panorama espositivo internazionale. Infatti, a confronto con le dimensioni delimitate della mostra, risulta di grande significato sia la presenza della Pala di Castelfranco restaurata (vedi la notizia pubblicata lo scorso mese di giugno), sia la presenza di opere importanti di Giorgione come la Laura e i Tre filosofi, o il Putto, probabile frammento della decorazione del Fondaco dei Tedeschi, acquistato da John Ruskin nell'Ottocento e recentemente scoperto in Inghilterra. Queste opere si affiancano ovviamente ai dipinti "veneziani", come la Tempesta, la Vecchia, o la Nuda.

La mostra, nata da una collaborazione tra Venezia e il Kunnsthistorisches Museum di Vienna, vedrà una seconda "puntata" proprio a Vienna, dove saranno presenti altre e più numerose opere, tra le quali la Madonna Benson della National Gallery di Washington o il Ritratto Giustiniani di Berlino, oltre a una selezione di dipinti del Kunsthistorisches Museum attribuiti a Giorgione, Giovanni Bellini, Tiziano o Catena, che dovranno permettere di seguire l'evoluzione della pittura veneziana nei primi tempi del XVI secolo.

Contemporaneamente all'apertura della mostra veneziana, a Castelfranco Veneto verrà riaperta al pubblico la casa Pellizzari, con il fregio delle Arti liberali e meccaniche, restaurato e dotato di un nuovo impianto di illuminazione.

La mostra delle Gallerie dell'Accademia trae spunto, come detto, dal restauro della Pala di Castelfranco condotto nei laboratori della Soprintendenza al Polo Museale Veneziano. I risultati delle analisi eseguite sulla Pala, così come sulla Tempesta e sulla Vecchia, hanno evidenziato un forte legame tecnico di Giorgione con la tradizione quattrocentesca di matrice belliniana, evidentemente utilizzata nella bottega di Vincenzo Catena, cui si Giorgione si associò al suo arrivo a Venezia. Così, contrariamente a quanto affermato da Vasari in poi, addirittura la Tempesta mostra tracce di un disegno preparatorio, la Pala di Castelfranco è stata dipinta a tempera, mentre Tempesta e Vecchia sono state realizzate con una tecnica mista.

Il catalogo, di cui si darà conto più ampiamente nelle pagine del nostro Segnalibro, raccoglie saggi di Bernard Aikema, Augusto Gentili, Stefania Mason, Giovanna Nepi Scirè e Salvatore Settis, e presenta i risultati delle indagini diagnostiche condotte in occasione del restauro e della mostra.

Dalla mostra veneziana emerge nel complesso una figura di pittore giustamente ridimensionata e ripulita dalle mitizzazioni romantiche, dalle errate interpretazioni vasariane, dalle sopravvalutazioni mercantili o infine dalle esagerazioni collezionistiche che influenzarono anche il giudizio più che lusinghiero sul pittore, fornito da Castiglione nel Cortegiano (ma non dimentichiamo i legami di Castiglione con la rapace Isabella d'Este che tentò di approfittare della morte del pittore, per acquisire alcune sue opere). Dalla mostra, così, scopriamo un Giorgione che fa i conti solo con le sue opere, con i contesti delimitati della sua committenza, con i confini imposti dalla sua breve vita.

Leandro Ventura
(30 ott 2003)

 

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Giorgione. "Le maraviglie dell’arte" - Scheda tecnica
A cura della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Veneziano, con il coordinamento di Giovanna Nepi Scirè

Venezia, Gallerie dell’Accademia, dal 1 novembre 2003 – 22 febbraio 2004

Orario: 8.15-19.15 (lunedì 8.15-14.00).

Ingresso: € 9 intero, € 5.75 ridotto (comprensivo delle Gallerie dell’Accademia)

Informazioni e prenotazioni: 041/5200345 – 199199100

Catalogo: Marsilio

Vienna, Kunsthistorisches Museum, da marzo a giugno 2004