I della Rovere nelle Marche

 

Quattro centri delle Marche – in ordine alfabetico Pesaro, Senigallia, Urbania, Urbino – si apprestano a ricordare il periodo della signoria dei della Rovere, con una mostra ("I della Rovere. Piero della Francesca, Raffaello, Tiziano"), organizzata da Arthemisia e da Electa (che ne pubblica il catalogo), fortemente voluta dall’Amministrazione Comunale di Senigallia, dalla Regione Marche e dalle Province di Ancona e Pesaro-Urbino, e curata ovviamente da Paolo dal Poggetto.

Le complessive 16 sezioni espositive intendono proporre un itinerario alla scoperta della dinastia, degli artisti legati ai della Rovere e delle collezioni d’arte raccolte dalla famiglia. Altro aspetto interessante dell'iniziativa Ŕ l'apertura al pubblico di edifici difficilmente visitabili.

A Senigallia Ŕ allestita la prima parte della mostra intitolata alle origini della dinastia. Qui le origini savonesi della dinastia roveresca sono testimoniate da un nutrito nucleo di opere tra cui importanti dipinti su tavola e sculture lignee di Vincenzo Foppa (dall’Oratorio di Santa Maria in Castello di Savona); frammenti di affreschi recuperati nella piccola Cappella Sistina di Savona; e paramenti sacri e arredi liturgici appartenuti a Giulio II. In questa sede viene trasferita dalla vicina Urbino la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca, che in veritÓ Ŕ una committenza di Federico di Montefeltro. Sono esposti anche tre dipinti di Giovanni Santi, una pala del Perugino; un corale miniato da Bartolomeo della Gatta, una delle due porte dello Studiolo urbinate intarsiata da Benedetto e Giuliano da Maiano. ╚ presente in mostra anche un ritratto dipinto di Pedro Berruguete, prestato dal Museum of Art di Cleveland, e vari codici provenienti dalla Biblioteca Vaticana e dalla Biblioteca Estense di Modena. Chiudono la mostra di Senigallia il sottile "Cristo Benedicente" del Bramantino e due opere di Luca Signorelli.

A Urbino la mostra continua nel Salone del Trono del Palazzo Ducale e i duchi diventano protagonisti con le iconografie e le committenze. Qui sono previsti i ritratti tizianeschi di Francesco Maria della Rovere e della consorte Eleonora Gonzaga; un ritratto di Baldassar Castiglione, attribuito a Giulio Romano, e un’inedita statua di Marte in terracotta di Bartolomeo Ammannati. In mostra figurano anche una tavola di Bronzino conservata nella Galleria Palatina di Firenze, le predelle di Pellegrino Tibaldi con la Visitazione e la Decollazione, oggi divise tra Brera e Urbino, e la Madonna con Bambino e Santi, pala di Battista Franco. Accanto a una tavola di Sebastiano del Piombo si potrÓ poi vedere una scultura di Federico Brandanti. Saranno qui esposte anche quattro inedite vesti funebri di personaggi rovereschi. La mostra prosegue con una rassegna di armi provenienti da Firenze (Bargello) , Torino (Armeria Reale) e da New York (Metropolitan). Concludono il percorso espositivo sette opere di Federico Barocci.

A Pesaro vengono presentate le committenze locali e la ceramica, con le sezioni allestite al piano nobile del Palazzo Ducale. Tra le opere esposte spiccano alcune tele di Raffaellino del Colle, una predella di Girolamo Genga, una tavola del Menzocchi, ma soprattutto una grande tela "ariostesca" e ferrarese con Siringa e Pan di Dosso Dossi, che insieme al disegno del Bronzino con Apollo e Marsia dal Louvre evocano atmosfere campestri. Oltre al celebre bronzo dell’Idolino commissionato a Girolamo Lombardi, Ŕ qui esposta la statuetta ellenistica in bronzo di Eros-Hypnos (I secolo d.C.) del Museo Oliveriano di Pesaro. Si vedranno poi oltre cento ceramiche in gran parte conservate nel Museo Civico di Pesaro. Concludono questa mostra una tela di Palma il Giovane, oggi a San Paolo del Brasile, un capolavoro del Pomarancio , un’opera di Federico Zuccari e una tela del Rondolino.

A Urbania, infine, le sezioni sono dedicate a Francesco Maria II della Rovere e agli interessi per la grafica e la scienza. Nelle sale del Palazzo Ducale si pu˛ ammirare una stupefacente acquaforte, lunga 12 metri e composta da quaranta pezzi incollati su tela pesante realizzata da Nicholas Hogenberg di Monaco nella prima metÓ del XVI secolo. Presenti in mostra saranno anche il Ritratto di Francesco Maria II di Federico Barocci dagli Uffizi, una nutrita raccolta di disegni dei maggiori artisti che lavorarono per questi mecenati e una raccolta di strumenti scientifici (compassi, orologi solari e astrolabi decorati) che testimoniano un’intesa privilegiata dei della Rovere con gli scienziati.

Red.
(18 mar 2004)


Visita il sito della mostra