Un forum per le ville italiane

 

A Villa Contarini a Piazzola sul Brenta (Padova) si sono riuniti i rappresentati delle principali istituzioni pubbliche e associazioni private che agiscono per la salvaguardia e la valorizzazione dei ville e dimore storiche, per discutere sui metodi più efficaci da utilizzare per raggiungere gli obiettivi di tutela e salvaguardia sia a livello nazionale che comunitario.

L’iniziativa del primo "Forum Ville d’Italia", proposta e gestita dall’Istituto Regionale delle Ville Venete, con l’Istituto Regionale Ville Tuscolane e l’Ente Ville Vesuviane, ha riunito i rappresentanti delle seguenti associazioni: Associazione Castelli e Ville Aperte in Lombardia, Associazione delle Ville e Palazzi Lucchesi, Associazione Dimore Storiche Italiane, Castelli Aperti del Basso Piemonte, Castelli del Ducato di Parma e Piacenza, Fai, Italia Nostra, Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna, Associazione Ville Venete, Federazione delle Associazioni Culturali Napoletane, Museo del Paesaggio, Associazione Napoletana per i Monumenti e il Paesaggio, Associazione per lo Studio e la Tutela dei Giardini Storici, Antares, Associazione Amici delle Ville e dei Siti Vesuviani, Associazione Nazionale Castelli e Ville Visitabili in Italia. I delegati di queste organizzazioni rappresentavano complessivamente circa diecimila tra ville, castelli, giardini e dimore storiche in Italia, in maggioranza private e in buona parte aperte alla visita del pubblico.

Al termine dei lavori, è stato sottoscritto un documento contenente i punti che individuano strategie e linee di azione comuni per la valorizzazione di questo patrimonio, quali la creazione di un network delle Ville d’Italia chiamato ad attuare iniziative di co-marketing, con l’obiettivo di costituire, entro l’autunno di quest’anno, un soggetto giuridico che sia in grado di valorizzare e promuovere il patrimonio. Inoltre è stato fissato il secondo incontro nazionale che si terrà a Napoli il 24 e 25 aprile.

Sullo sfondo della discussione, le attese positive ma anche le preoccupazioni per il processo di decentramento delle competenze per i beni culturali, processo che sembra irreversibile, i cui risultati riumangono incerti, perché saranno legati al funzionamento delle varie burocrazie regionali e nazionali. Per questo è stata sottolineata l'importanza di attivare al più presto una forma di coordinamento che faccia uscire ciascuna realtà dall’interesse locale e che affermi, anche con interventi promozionali di rilievo, l’importanza di ville, castelli, parchi e dimore storiche come punti strategici di un sistema di risorse in grado di assicurare ricadute positive per tutto il territorio.

L’azione di "Ville d’Italia" dovrà esprimersi a livello nazionale, sia per ottenere nuove risorse per tutelare e valorizzare questo immenso patrimonio, sia per spingere il Governo a elaborare nuove normative su alcuni punti considerati indispensabili quali la riduzioni dell’Iva anche per le manutenzioni ordinarie su edifici sottoposti a vicolo. Altro tema di confronto sarà quello della velocizzazione dei rapporti con le Soprintendenze che devono autorizzare tali interventi, poiché è stato lamentato che la lentezza delle autorizzazioni causa più danni di quelli che si devono riparare.

Altra azione, già avviata da "Ville d’Italia" con la recente mostra delle Ville d’Italia a Bruxelles, è prevista a livello comunitario, dove il coordinamento italiano sta già creando una rete con le analoghe, forti realtà di molti paesi membri presenti o futuri dell'Unione Europea.

Red.
(6 mar 2004)