Un "nuovo" Giovanni Bellini

Dallo scorso 17 febbraio nella sala 10 della National Gallery di Londra è stata appesa dopo il restauro un'Adorazione dei Magi che ha riservato alcune sorprese interessanti e da approfondire. L'opera, infatti, era stata acquisita dalla National Gallery nel 1916 come opera di Gentile Bellini, per essere poi attribuita a Carpaccio, in base alla presenza di alcune figure del dipinto in un disegno assegnato a Carpaccio.

Tuttavia il restauro, avviato nel 1997 e recentemente concluso dall'infaticabile Jill Dunkerton, oltre che numerosi danni e ridipinture, ha rivelato dei dati formali e stilistici che richiamano alla mente opere di Giovanni Bellini, più che di Gentile, verso la fine dell'ottavo decennio del Quattrocento. La restauratrice e Jennifer Fletcher hanno preparato un saggio sul dipinto e sul restauro, di prossima uscita nel «Burlington Magazine».

In effetti modi belliniani si possono rintracciare in varie figure, così come a Giovanni Bellini possono rinviare le forme mantegnesche ben visibili soprattutto negli elementi del paesaggio. Tuttavia nel compatto gruppo del corteo dei Magi emergono piuttosto chiari dei motivi più vicini alla pittura di Gentile che neanche il restauro è riuscito ad attenuare. In attesa di ulteriori informazioni critiche e dell'evoluzione di un dibattito specifico su questo interessante dipinto, è possibile almeno prendere in considerazione l'ipotesi della bottega belliniana, un'entità ancora poco nota e che invece dovrebbe essere maggiormente definita nella sua fisionomia, anche a partire da opere come questa.

Leandro Ventura
(1 mar 2003)