UN BUSTO DI CRISTO, OPERA DI TULLIO LOMBARDO, DONATO AL MUSEO NAZIONALE DEL BARGELLO

Gli eredi dell'antiquario e collezionista fiorentina Carlo De Carlo, la cui raccolta è andata in asta da Semenzato il 19 aprile scorso, hanno donato al museo fiorentino del Bargello (con un atto il cui iter è ancora da rifinire), uno straordinario Cristo attribuito convincentemente a Tullio Lombardo.

L'opera, un busto in marmo alto 44,5 cm datato 1520, è di altissima qualità e porta sul retro sia la data incisa (MDXX), sia uno stemma troncato, caricato di una B maiuscola, sia un monogramma "P B", posto al disopra dello scudo.

Mario Scalini (nella scheda dedicata all'opera in Un tesoro rivelato. Capolavori della collezione Carlo De Carlo, cat. mostra, Firenze, Gallerie dell'Accademia, 2000, p. 67, n. 28; vedi anche Antonio Paolucci, "Giornale dell'Arte", n. 200, giugno 2001, p. 65) ha avanzato l'ipotesi che il monogramma PB e la B sullo scudo siano un richiamo a Pietro Bembo, scomparso nel 1519, e che il busto possa quindi essere un omaggio del figlio Bernardo destinato a un monumento o a una memoria funebre di cui non abbiamo notizia. Tuttavia lo stemma non è quello dei Bembo, caratteristicamente riconoscibile per lo scaglione. Quindi, nonostante quest'ipotesi critica sembri stimolante, cade il collegamento di questo Cristo al nome del grande letterato.

Rimane in piedi il rinvio alla famiglia di Pietro Bernardo proposto dallo stesso Scalini nel 1987, ma anche questo riferimento non sembra basato su basi sufficientemente solide.

Resta così l'intrigante dubbio sulla committenza di questo busto, che potrebbe essere sciolto approfondendo lo studio degli elementi araldici e simbolici presenti sul marmo.