Il punto sul restauro della pala di Castelfranco

 

Il restauro della Madonna con Bambino e i santi Francesco e Liberale di Giorgione, meglio nota come pala di Castelfranco, è ormai quasi terminato e siamo stati ammessi a vedere in anteprima i risultati del lavoro in corso presso il laboratorio di restauro delle Gallerie dell’Accademia, condotto da Alfeo Michieletto.

L’intervento sulla fragile tavola è stato prevalentemente di tipo conservativo. Infatti, quando è stata trasferita a Venezia da Castelfranco, la superficie pittorica era sollevata in più punti ed era ben presente il rischio di cadute di vaste zone colore. Inoltre è ben noto come il dipinto fosse stato sottoposto in tempi anche antichi a numerosi e spesso pesanti interventi di restauro e rifacimento che hanno gravemente pregiudicato sia la qualità dell'opera sia la quantità di superficie pittorica effettivamente di mano di Giorgione.

Dati questi presupposti, il primo passo del restauro è stata la stabilizzazione del supporto: è stata asportata in prudenti fasi successive la rigida e fitta palchettatura in mogano che impediva ogni movimento naturale del legno. Al termine di questa fase di lavoro la tavola ha riacquisito una leggera convessità ed è stato possibile effettuare una radiografia che, senza la griglia della vecchia palchettatura ha consentito di ottenere un’immagine ben leggibile. È stata in seguito realizzata sul retro un’intelaiatura lignea elastica con una schermatura della superficie del legno, che ha la finalità di difendere il dipinto dagli sbalzi repentini di umidità.

In seguito è stato avviato l’intervento di consolidamento della superficie pittorica, che ha portato a ridurre i sollevamenti e a ridimensionare i danni subiti dalla preparazione – ormai peraltro – molto fragile. Solo a questo punto è stata valutata la possibilità di intervenire con una leggera pulitura che consentisse a restituire leggibilità all’immagine. Grazie alla nuova radiografia è stato possibile individuare con sicurezza le limitate zone sicuramente in buona parte originali e quelle, a loro volta assai ampie, sicuramente rifatte nei secoli scorsi. Sono state scelte quattro aree da sottoporre a saggi di pulitura: due di queste (il paesaggio in alto a sinistra e il piede destro di san Liberale) "originali" e due (il paesaggio in alto a destra) e il piede sinistro di san Francesco) in buona parte "false". Accertato che era possibile avviare una leggera pulitura della superficie che consentisse di eliminare le vernici ossidate senza pregiudicare la leggibilità del dipinto, Michieletto ha proceduto ampliando progressivamente la superficie pulita, fino a ottenere un livello di intervento ben equilibrato su tutta la tavola.

Ora mancano solo alcuni piccoli dettagli di pulitura e qualche minima reintegrazione pittorica e l'intervento potrà considerarsi terminato. Nel frattempo proseguono i lavori di restauro e climatizzazione della cappella del duomo di Castelfranco in cui dovrà essere risistemata la tavola di Giorgione.

A fine ottobre, a restauro terminato e prima di rientrare a Castelfranco, sarà organizzata una piccola mostra presso le Gallerie dell’Accademia di Venezia, in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna. Potremo così vedere accanto alla pala (accompagnata dalla documentazione del restauro) i Tre filosofi e la Laura, così come la Vecchia e la Tempesta, insomma buona parte delle opere sicure del pittore di Castelfranco.

Leandro Ventura
(14 giu 2003)