Pubblicata una relazione della Corte dei Conti sulla catalogazione dei beni culturali

 

La Corte dei Conti ha dedicato una delle sue più recenti attività al controllo delle attività di catalogazione dei beni culturali coordinate dall'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione e condotte dagli uffici periferici del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. Si tratta di una relazione redatta al termine di un periodo di controllo sulle attività dell'Istituto nel triennio 1999-2001, dalla cui lettura emerge come l'attività dell'ICCD si sia svolta correttamente e con un adeguato utilizzo delle risorse finanziarie assegnate. Aspetto fondamentale segnalato dalla relazione è la nascita del Sistema Informativo Generale del Catalogo (SIGeC). E ancora viene riconosciuto l'impegno dell'ICCD nella definizione di standard catalografici e informatici di livello nazionale e internazionale, concordati con le regioni, in una fase in cui la delega di poteri agli enti locali sta interessando anche l'attività di catalogazione.

La Corte dei Conti ha tuttavia segnalato alcuni dati negativi, come l'incongruenza tra l'entità dei finanziamenti e la priorità insita nella necessità della catalogazione (stabilita anche da tutte le direttive annuali del ministro negli anni da 1999 al 2002), anche al fine di un eventuale uso economicamente significativo del patrimonio. Altro elemento non positivo è lo scollamento tra le soprintendenze e l'ICCD che, invece, dovrebbe coordinare le attività di catalogo che si svolgono sul territorio. Tale separazione è accentuata dal fatto che l'ICCD ormai non ha più il potere di valutare la congruità dei progetti di catalogazione presentati annualmente dagli uffici periferici, al fine di ottenere i finanziamenti specifici. La Corte dei Conti nota anche come non esistano norme precise relativamente alla selezione dei collaboratori esterni chiamati a effettuare materialmente il lavoro di catalogazione, così come non esiste un criterio omogeneo per la definizione del compenso previsto per il lavoro di redazione delle schede.

Alla correttezza delle procedure e all'elevata modernità dei metodi e delle strumentazioni dell'ICCD, quindi, secondo la Corte non fa riscontro un adeguato supporto normativo e finanziario che consenta di condurre a un soddisfacente stato di avanzamento il lavoro di catalogazione del patrimonio culturale italiano.

Leandro Ventura
(18 gen 2003)