Gli Este e Ferrara

 

 

Il 14 marzo, dopo un periodo di restauro, riapre il castello Estense di Ferrara liberato dagli uffici di prefettura e provincia di Ferrara. Si rende così disponibile un percorso museale che comprende circa 50 ambienti e che è destinato a raccontare la storia del castello, di Ferrara e del suo territorio, e degli Este.

Il nuovo percorso del castello, progettato da Gae Aulenti, ospiterà per i primi mesi di apertura due mostre di rilievo. La prima ("Una corte nel Rinascimento") è curata da Jadranka Bentini, è dedicata all'arte ferrarese e costituisce una versione variata del "Rinascimento singolare" allestito a Bruxelles in occasione del semestre di presidenza italiana dell'U.E. Si tratta di una mostra antologica realizzata mettendo insieme molte opere che consentono di comprendere il livello qualitativo della produzione artistica legata alla corte ferrarese.

La seconda mostra ("Il camerino di Alabastro. Antonio Lombardo e la scultura all'antica") consentirà di rivedere per la prima volta riuniti a Ferrara molti dei rilievi in marmo che furono realizzati per il camerino di Alabastro di Alfonso I d'Este e che oggi sono dispersi tra Ermitage, Louvre e collezione Lichtenstein. Probabilmente questa mostra riveste un maggiore significato della precedente, se non altro perché nel percorso del castello è inserita la "via coperta" con gli ambienti un tempo occupati dal camerino di Alabastro di Alfonso I, che, come è noto, era decorato da vari cicli di pittura con opere di Giovanni Bellini, Tiziano, Dosso. I pezzi previsti in mostra ci danno uno spaccato significativo della scultura antiquaria e del gusto per l'antico nelle corti italiane tra Quattro e Cinquecento, ma si sente senz'altro la mancanza dei dipinti del camerino (e forse questa sarebbe stata l'occasione propizia per portare a Ferrara il "Baccanale" di Dosso recentemente individuato a Bombay).

Leandro Ventura
(26 feb 2004)


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