Alluvioni e musei

 

A Parigi, il prossimo 7 aprile, dovrebbe concludersi un imponente trasferimento di opere d'arte e di altri beni di varia natura. L'operazione riguarda circa 100.000 oggetti, tra dipinti, disegni, sculture libri e altro, ovvero tutti quegli oggetti attualmente conservati nei depositi sotterranei di musei, biblioteche e archivi. L'operazione è stata decisa come forma di prevenzione contro una possibile, futura, alluvione della Senna che possa superare il livello massimo fino a oggi raggiunto dall'inondazione causata dal fiume nel 1910. La decisione segue una presa di coscienza del fatto che le variazioni climatiche che interessano il nostro pianeta sono tra le cause principali delle devastanti alluvioni che questa estate hanno colpito l'Europa centrale e in particolare Praga e Dresda e che perciò simili eventi possono interessare anche la Francia. Per Parigi, inoltre, un'alluvione potrebbe essere ancor più disastrosa di quanto non sia accaduto in Germania e in Boemia, dal momento che i principali musei sono nella parte più bassa della città, se non prospettano addirittura sui quai lungo la Senna (come il Louvre o l'Orsay). Altro dato fondamentale da considerare è che, se nel 1910 i sotterranei dei muesi erano poco utilizzati, oggi invece ospitano depositi o laboratori di vario genere.

Per quel che riguarda nello specifico il Louvre, si prevede che saranno trasferite oltre 5.000 opere, ma ciò comunque non sarà sufficiente per salvaguardare il museo dal pericolo di un'inondazione, dal momento che moltissime strutture vitali sono situate sotto il livello del piano stradale. Basti pensare che la principale area di accesso al museo si trova sotto la piramide di Pei, ma sempre sotterranei sono anche molti laboratori, nonché gli archivi e altri uffici.

Il ministro della cultura francese, Jean-Jacques Aillagon ha calcolato che saranno necessari circa 6.000.000 di euro per portare a termine l'intera operazione. Le opere saranno trasferite per il momento in un luogo non specificato a nord di Parigi, un magazzino affittato per un periodo di due-quattro anni, in attesa di trovare una soluzione definitiva ai problemi di alloggiamento.

Del resto il problema del trasferimento di opere d'arte conservate in luoghi ormai considerati poco sicuri è di grande attualità a Dresda, dove i principali musei, la Gemäldegalerie e l'Albertinum stanno cercando una soluzione definitiva e chiedono una somma di circa 30.000.000 di euro per la costruzione di un deposito protetto. L'edificio che ospita la Gemäldegalerie fu costruito nel XIX secolo senza seminterrati, proprio perché il pericolo delle inondazioni era ben chiaro, e solamente i lavori di restauro avviati dopo la riunificazione della Germania hanno previsto la realizzazione di strutture sotterranee da destinare a depositi, laboratori e servizi.

Da più parti è stata celebrata l'operazione, che potremmo definire eroica, che ha consentito in poche ore di trasferire ai piani alti della Gemäldegalerie circa 4.000 dipinti, ma quell'esperienza sembra avere avuto uno scarso effetto sugli amministratori locali, dal momento che, passata l'emergenza, dopo un brevissimo periodo di assoluta disponibilità, il governo del Länder ha stanziato solo 3.000.000 di euro, e per restaurare i locali sotterranei dei musei! I direttori dei musei di Dresda, come già accennato, chiedono invece di risolvere il problema in maniera definitiva e, dal momento che non esistono edifici adeguati nel centro della città, hanno proposto la costruzione ex novo di un deposito unico, protetto e sicuro, per tutti i musei cittadini. La speranza è che gli amministratori si accorgano del fatto che quanto contenuto nei musei di Dresda costituisce un elemento fondamentale dell'identità cittadina e che uno solo dei capolavori della Gemäldegalerie supera per valore la cifra richiesta per la costruzione di un nuovo deposito.

In attesa delle decisioni del governo del Länder i musei della città tedesca inviano all'estero (a Ferrara o a Londra) i loro capolavori, per mostre che hanno anche la finalità di dare temporaneo, ma sicuro, asilo a parte delle loro collezioni.

Leandro Ventura
(21 feb 2003)