Opere venete in asta a dicembre

 

Il prossimo 12 dicembre, presso la sede londinese di Christie's a King Street, andranno in asta alcune opere di un certo interesse per la pittura veneta.

Senza dubbio l'opera di maggiore importanza (anche se più per il suo valore di documento storico che per le sue qualità formali) è la coperta del tabernacolo che custodiva la reliquia della croce donata dal cardinal Bessarione alla scuola della Carità di Venezia (lotto n. 61).

Il dipinto, una tempera su tavola di cm. 102,3x37,2, fu realizzato da Gentile Bellini probabilmente entro il 1472 per la sala dell'albergo della scuola della Carità e rappresenta il cardinal Bessarione in adorazione del reliquiario, accompagnato da due confratelli. L'opera è stata recentemente studiata da Renato Polacco (in "Saggi e memorie di storia dell'arte", 1992) e sarebbe stata realizzata subito dopo la donazione del reliquiario alla scuola della Carità, ovvero verso il 1472-1473.

La tavola fu depositata presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna da Erich Laderer nel 1952 ed è stata restituita agli eredi nel 2001. La stima fornita dalla casa d'aste è di 200.000-300.000 sterline.

 

Di area veneta in senso più lato è la Madonna con Bambino attribuita ad Antonello de Saliba (lotto n. 62), un'opera in cui emergono le suggestioni venete, in particolare vivarinesche, presenti nell'opera dle pittore siciliano per buona parte della sua carriera.

Si tratta di un olio su tavola di cm. 55,6x44,2 valutato 70.000-100.000 sterline, proveniente dalla collezione di Godfrey Locker-Lampson a Barlborough Hall, Nottinghamshire.

Il 14 dicembre, sempre presso Christie's, ma nella sede di South Kensigton a Londra, andranno in asta altre due opere di provenienza veneta, ma di qualità inferiore rispetto alle due viste fin qui.

La prima è un olio su tela (cm. 65,6x119 - lotto n. 120) raffigurante San Sebastiano davanti a Diocleziano, assegnata nel catalogo di Christie's ad un seguace di Paolo Veronese e valutata 6.000-8.000 sterline. Si tratta di una replica del dipinto realizzato da Veronese verso il 1565 per essere collocato davanti all'affresco con lo stesso tema nel coro dei frati della chiesa di San Sebastiano a Venezia. Il quadro originale viene citato per l'ultima volta nel 1856, ma ne esistono diverse repliche (Venezia, Gallerie dell'Accademia, Parma, Galleria Palatina, Rovigo, Accademia dei Concordi e collezione Drey, Monaco di Baviera).

Di qualità assai inferiore è il Cristo e l'adultera (lotto n. 121), un olio su rame di cm 21,1x15,7 attribuito con una certa generosità all'ambito di Jacopo Tintoretto e valutato tra 3.000 e 5.000 sterline.

 

(Lev)
10 dicembre 2001