Correggio
(Parma, 20 settembre 2008-25 gennaio 2009)

 

La mostra che Parma dedica a Correggio è un’occasione da non perdere, sia per la possibilità di vedere insieme tante opere del pittore, sia soprattutto per poter osservare da vicino gli affreschi delle due cupole, a San Giovanni Evangelista e al Duomo, per la visita delle quali sono stati montati appositi ponteggi.

Si deve dire che, purtroppo, la mostra è allestita tra i Voltoni del Guazzatoio e le prime sale della Galleria Nazionale di Parma nel palazzo della Pilotta, costringendo così i visitatori a un percorso tortuoso che spesso fa perdere di vista la continuità del discorso critico, che invece dovrebbe proseguire serrato per non perdere di vista la ricchezza di suggestioni che le opere del Correggio, soprattutto nella sua fase matura, offrono all’osservatore. I frequenti cali di tensione visiva, dovuti ai passaggi resi obbligati dal percorso della mostra, non agevolano perciò il visitatore, soprattutto quello meno preparato.

A parte questo aspetto tecnico-organizzativo (che pure ha il suo peso nel giudizio complessivo che si deve dare dell’iniziativa) la visita alla mostra consente di avere un quadro sufficientemente completo dell’opera dell’artista, soprattutto se viene pensata in collegamento con la recente mostra organizzata dalla Galleria Borghese a Roma e dedicata principalmente (ma non solo) alle immagini mitologiche dipinte da Correggio.

Alcune assenze, gravi come i dipinti di Dresda (la Madonna di San Francesco, la Notte, la Madonna di San Sebastiano e la Madonna di San Giorgio), pregiudicano la completezza del corpus del pittore e questo certo si sente, così come si sente la mancanza di alcuni dipinti giovanili che avrebbero potuto ricevere lumi attributivi dal confronto con opere contemporanee (e penso qui soprattutto alla Madonna con Bambino Kress di Washington), o delle Allegorie per Isabella d'Este, appena suggerite in mostra dalla prima versione incompiuta della Galleria Doria Pamphilj. Ma questo "difetto" è compensato dal resto delle opere esposte e dalla continua contestualizzazione dell’attività dell’artista, posta a confronto con i suoi contemporanei a Correggio, Modena, Mantova, Parma, Reggio Emilia, e dai paragoni con le opere dei suoi modelli (Mantegna, Leonardo, Giorgione e Dosso, e il convincente Lotto). Unica questione che non viene chiarita dalle opere esposte, neanche in questa occasione, è l'ipotetico viaggio a Roma dell'artista, negato dai contemporanei ma considerato necessario dai moderni (ma attendiamo di recensire il catalogo per capire quale sia l'intendimentoe dei curatori).

La mostra della Pilotta va però obbligatoriamente presa in considerazione, affiancandola all'itinerario correggesco in città, che si snoda nella camera di San Paolo e, soprattutto, tra le due cupole di San Giovanni e del duomo.

L'inedita visita alle cupole in particolare, da non perdere assolutamente (e quindi da prenotare in tempo...), costituisce un'esperienza irripetibile per entrare in contatto diretto con l'artista. Dopo aver visto i disegni preparatori alla Pilotta, salire sui ponteggi e osservare da vicino gli affreschi è fondamentale per rendersi conto della straordinaria abilità pittorica di Correggio, dei suoi giochi prospettici che, visti così da vicino, perdono magari il loro effetto illusionistico ma ci danno tutto il senso del suo operare, con maestria senz'altro, ma anche con divertimento, quando riusciamo a distinguere tutti i dettagli (gli abiti sfilacciati, i ciuffi d'erba, il piumaggio dell'aquila...) che sicuramente non sono stati pensati per essere visti dal basso ma sono stati dipinti sul'intonaco per il semplice piacere di farlo.

Leandro Ventura
(10 ottobre 2008)


Orari
Palazzo della Pilotta e Camera di San Paolo, 9.30-19.30
Cupola della Cattedrale, 9.30-18.30
Cupola della Chiesa di San Giovanni Evangelista, lunedì-sabato, 9.30-18.00, domenica 13.15-18.00
Informazioni
tel. 199 199 111 (dall’estero 02 43 35 35 22)
e.mail servizi@civita.it

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