Castelvecchio compie ottant'anni

Il 25 aprile il Museo di Castelvecchio compirà ottant’anni. Il fantasioso castello, ricavato nel 1926 in una caserma da Antonio Avena, è stato teatro di eventi storici cruciali, ha subito gravissimi danni nell’ala orientale dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, è stato ricomposto e riaperto nel 1947 e, meno di dieci anni dopo, il sindaco Giorgio Zanotto e il direttore Licisco Magagnato intrapresero un radicale restauro del monumento e una profonda revisione delle collezioni e delle modalità espositive, scegliendo di affidarli a uno dei più importanti architetti europei in campo museale del Novecento, Carlo Scarpa.

A dieci anni di distanza dal restauro della torre di nord est per farne la sede del Gabinetto Disegni e Stampe e dei fondi librari di Piero Gazzola e di Europa Nostra/IBI, reso possibile da Giacomo Galtarossa per conto degli Amici di Castelvecchio e dei Civici Musei d’Arte di Verona, sono ancora molti i lavori nel maniero. Il Comune di Verona è infatti impegnato in un intervento delicatissimo di messa a norma e potenziamento degli impianti, nel restauro e recupero della torre dell’Orologio (ancora con l’aiuto degli Amici dei Musei) e dell’annesso giardino pensile, nella collocazione della statua equestre trecentesca di Mastino II della Scala, nella riapertura al pubblico del tratto dei camminamenti di ronda compreso tra la torre del mastio e quella dell’Orologio.

Su questo complesso cantiere si innestano le attività finanziate dalla Regione del Veneto nel quadro del Progetto Carlo Scarpa promosso dal Comitato paritetico Stato-Regione per la Conoscenza e la Valorizzazione dell’opera di Carlo Scarpa e dal Comitato Nazionale istituito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali nella ricorrenza del primo centenario della nascita dell’architetto veneziano (1906-2006). Tra tali attività vi sono il rilievo dell’intero castello (strumento indispensabile di ogni sviluppo futuro) e il restauro dell'intervento condotto da Scarpa. E poi ancora la digitalizzazione e la pubblicazione a stampa, presso l’editore Marsilio, a cura di Alba Di Lieto, del catalogo dei disegni di Scarpa per il museo. Intanto la Regione ha acquistato e depositato al Museo di Castelvecchio un migliaio di elaborati progettuali scarpiani ancora presenti in collezioni private e ha finanziato, insieme con il Comune di Verona, il recupero funzionale della torre di sud est, da destinare a sede veronese del Centro Carlo Scarpa.

Non appena riuscirà ad attuarsi la decisione strategica dell’Amministrazione di ampliare le funzioni del Museo di Castelvecchio nella vicina palazzina del Comando dell’Arsenale Austriaco – che dovrebbe accogliere la grande Biblioteca d’Arte, il Gabinetto Disegni e Stampe e la ricca Sezione Numismatica, nuove gallerie dedicate alla pittura del Seicento e del Settecento e il Museo del Risorgimento – si potrà apprezzare come uno dei più preziosi e intraprendenti musei civici italiani intenderà mantenere il suo impegno per la conservazione, ricerca, e valorizzazione del patrimonio culturale e di accoglienza del pubblico.

Red.
(22 apr 2006)


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