Opere istriane in mostra a Venezia?

 

In occasione della conferenza stampa svoltasi a Trieste lo scorso 15 settembre, la direttrice del Museo Civico Revoltella, Maria Masau Dan, ha ricordato il successo ottenuto dalla mostra "Histria. Opere d’arte restaurate da Paolo Veneziano a Tiepolo".

Nell'occasione è stata presentata anche la possibilità che, dopo il 6 gennaio 2006, ovvero al termine del periodo espositivo triestino, la mostra venga trasferita a Venezia, a seguito di una specifica richiesta del governatore del Veneto, Giancarlo Galan.

Si tratta di una proposta interessante e utile per divulgare la conoscenza diretta delle opere istriane attualmente esposte a Trieste in una mostra che, tuttavia, si è dimostrata modesta e, per molti versi, insoddisfacente rispetto alle premesse poste alcuni anni fa da Vittorio Sgarbi.

L'allora sottosegretario ai Beni Culturali aveva correttamente pensato a raccogliere ed esporre a Trieste tutte le opere provenienti dall'Istria conservate in Italia. Un progetto che, se realizzato, sarebbe stato di grande valore storico e culturale, ma che poi progressivamente è diventato più modesto, e il gruppo di opere da esporre a Trieste si è ridotto solamente a quelle che erano conservate a Roma in palazzo Venezia. Nel presentare la mostra, così, si è posta l'attenzione più sulle abilità dei restauratori italiani, che sui problemi storici legati a quelle opere, evidentemente ancora ben presenti e carichi di significato per gli organizzatori dell'iniziativa. Così, però, la memoria del passato ha minato la qualità di un progetto culturale e ha privato pubblico e studiosi della possibilità di vedere raccolte tutte insieme le opere (e non si tratta solo di opere d'arte) trasferite in Italia a cavallo della Seconda Guerra Mondiale.

Leandro Ventura
(23 set 2005)