A Mantova apre il Museo della Città

 

Palazzo San Sebastiano, l'edificio costruito da Francesco II Gonzaga  nei primissimi anni del Cinquecento, dopo anni di degrado viene restituito al pubblico uso e, dopo un restauro che ha riportato in luce la Loggia dei marmi e alcuni cicli di affreschi documentati del XVI secolo (la Camera del Crogiolo, la Camera delle Frecce e la Camera del Sole), e dopo l'allestimento degli spazi interni, il palazzo diventa la sede del Museo della Città di Mantova, che richiama idealmente l'ottocentesco Museo Patrio che un tempo riuniva le collezioni civiche.

Disperso il nucleo museale, tra il 1915 e il 1925 le opere delle raccolte civiche erano state trasferite a Palazzo Ducale. Ora, in base ad un accordo interistituzionale tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, le Soprintendenze competenti, la Regione Lombardia e il Comune di Mantova, una selezione di circa ottanta opere antiche e rinascimentali sono state riconsegnate al Comune e collocate, insieme ad altre significative testimonianze della storia della città, nelle sale di Palazzo San Sebastiano.

Si tratta di un patrimonio artistico sino ad ora valorizzato solo in parte nel percorso di visita del palazzo Ducale di Mantova e costituito da affreschi staccati da case mantovane, statue in marmo e terracotta provenienti dagli esterni di edifici, opere appartenenti alle collezioni gonzaghesche. Queste opere vengono ricondotte ora ad una giusta luce, anche grazie al lavoro di un gruppo di studiosi – Carlo Bertelli, Arturo Calzona, Corrado Fratini, Giancarlo Malacarne, Elena Maria Menotti e chi scrive – che sono stati chiamati a dare un senso alla scelta delle opere, talvolta basata più sulla loro antica appartenenza al Museo Patrio, che su specifiche motivazioni scientifiche. Le sezioni in cui è stato organizzato il percorso espositivo ripercorrono vari temi di indubbio interesse per la storia della città: La città e l’acqua, Emblematica gentilizia, La città del Principe, Il culto dell’antico, La rinascita dell’antico, i Trionfi di Mantegna ed Esempi di pittura a Mantova tra Quattro e Cinquecento sono le partizioni del museo che rimandano sempre alla città, anche se in alcuni casi sarebbe stato più coraggioso e importante per il pubblico e per gli studiosi fare scelte più mirate alla storia cittadina e al rapporto tra la città e i principi dominanti, perdendo di vista la semplice appartenenza delle opere al patrimonio del Comune di Mantova. Un esempio tra tutti ci viene dalle opere antiche o pseudo-antiche presenti nel nuovo museo, che provengono quasi tutte da Sabbioneta e dalle collezioni del duca Vespasiano Gonzaga (ma si deve sperare che tale occasione possa dare il via a un progetto di restituzione parziale dei marmi sabbionetani alla città da cui furono asportati alla fine del XVIII secolo).

Il palazzo di San Sebastiano intende inoltre proporsi come luogo di ricerca e di recupero dell’identità storica, artistica e culturale di Mantova, con il Centro Studi e Documentazione sulle Collezioni Civiche, da anni impegnato nella raccolta di informazioni sul vastissimo patrimonio comunale, confluite in apposite banche-dati ed ora fruibili direttamente dal pubblico, grazie a due postazioni informatiche dedicate e al supporto del personale specializzato. Le tecnologie multimediali (8 postazioni relative al percorso espositivo, un video sui restauri, ecc.), una biblioteca specialistica, un preciso programma didattico e momenti espositivi di approfondimento, segneranno la vita della nuova istituzione civica.

In occasione dell’inaugurazione, nel quadro delle iniziative culturali del Museo, sarà allestita nella Sala dei Trionfi Superiore la mostra di stampe antiche Mantua città Nobilissima. Mantova da lontano, Mantova da vicino, che presenterà un centinaio di vedute della città, selezionate tra le oltre settecento stampe della collezione Tudi Sammartini, acquistate dal Comune nel 2003. La mostra, curata da Daniela Ferrari, consentirà fino al 30 giugno di scoprire il volto di Mantova attraverso i secoli, cogliendo l’evoluzione del tessuto urbano e dell’identità cittadina grazie a numerose opere grafiche come la rarissima pianta prospettica di Mantova incisa su rame, "ad vivum delineata", pubblicata nel 1575 dall’editore tedesco George Braun.

L’apertura del Museo della Città-Palazzo San Sebastiano, è accompagnata dalla pubblicazione di una guida breve del museo edita da Skira, cui seguirà il catalogo generale della nuova istituzione.

Leandro Ventura
(15 mar 2005)


Per ulteriori informazioni: tel. 0376-0367087.