Romanino a Trento nel 2006

 


Dal 29 luglio al 29 ottobre 2006 il Castello del Buonconsiglio a Trento ospiterà una mostra monografica dedicata a Girolamo Romanino.
Al centro dell’esposizione saranno naturalmente gli affreschi del Castello del Buonconsiglio, e il suo apparato decorativo dovuto anche all’opera di Dosso Dossi e Marcello Fogolino. La mostra riunirà a Trento numerose testimonianze della pittura di   Romanino provenienti da musei e collezioni pubbliche e private italiane ed estere, tra cui il Louvre, la Galleria degli Uffizi, la Pinacoteca di Brera, il Metropolitan di New York, la Galleria Doria Pamphilj di Roma e il Museo di Belle Arti di Budapest. Il percorso espositivo presenterà complessivamente un centinaio di opere tra dipinti e disegni, la maggior parte del Romanino, allo scopo di ricostruire tutto l’arco di attività dell’artista nel contesto italiano del tempo. Saranno perciò presentate opere realizzate da Tiziano, Moretto, Savoldo, Callisto Piazza e Altobello Melone.

La mostra si articolerà in diverse sezioni. Si aprirà con la prima produzione pittorica di Romanino e la sua formazione tra Venezia e Milano. Seguono i ritratti giovanili e i lavori degli anni Venti. Parte fondamentale della mostra saranno gli affreschi del ciclo di Trento, presentati al termine dei restauri e inseriti nel contesto dell’opera complessiva del Romanino, anche in relazione con l’attività degli altri pittori che operarono nel Magno Palazzo. Una sezione sarà dedicata alla produzione degli anni Quaranta-Cinquanta, all’interno della quale particolare risalto avranno le grandi ante d’organo provenienti dal Duomo di Brescia e dalla chiesa di San Giorgio in Braida a Verona. Questi anni saranno rappresentati anche dalla magnifica tela con la Raccolta della manna conservata a Brescia. Inoltre sarà ampiamente documentata la produzione grafica del Romanino, molto significativa ma poco conosciuta, che comprenderà anche disegni del Pordenone e del Lotto. Infine una sezione sarà riservata a Bernardo Cles, non solo al suo ruolo nella politica europea e ai suoi rapporti con la casa d’Austria, ma alla sua figura di committente in quel straordinario cantiere d’arte rinascimentale che fu il Castello intorno al 1530.
Curatori della mostra sono: Francesco Frangi dell’Università di Pavia e, per il Castello del Buonconsiglio, Lia Camerlengo, Ezio Chini e Francesca de Gramatica.
Al progetto partecipa anche Alessandro Nova, professore alla Goethe-Universität di Francoforte, uno degli studiosi più autorevoli del Romanino nonché autore dell’ultima monografia sul pittore pubblicata nel 1994.
La mostra sarà organizzata anche grazie alla collaborazione dei Musei Civici di Brescia e delle Soprintendenze ai beni storico-artistici di Mantova e Trento.

Red.
(16 dic 2005)